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Castelvetrano Ricorda, la storia del Ponte di Baddanu

di: Salvatore Di Chiara - del 2025-10-28

Immagine articolo: Castelvetrano Ricorda, la storia del Ponte di Baddanu

Chi fini fici lu ponti di Baddanu? La questione - di natura socio-storica - è da ricondurre al cambiamento. Sì, quella strutturale. In parte ha modificato, se non stravolto, il territorio di Delia. Come in tutte le storie c’è un inizio e, in parte, anche una conclusione (non sempre a lieto fine). Durante la costruzione dell’invaso di Delia venne seppellito dalle acque del bacino. Oggi, dello stesso, non abbiamo traccia. Cosa si cela dietro al ponte? Quale storia possiamo raccontare?

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  • Costruito in tempi non sospetti, ha rappresentato lo spartiacque di confine (non al metro perfetto) tra i territori di Castelvetrano e quelli di Salemi, Mazara e limitrofi. Uno snodo cruciale per tanti contadini e allevatori che raggiungevano i terreni di lavoro. La testimonianza degli ex lavoratori di Madonna Bona sono ancora vivi, nonostante siano passati interi decenni. “Con i carretti ci spostavamo il lunedì mattino per raggiungere le campagne e, passato lu Baddanu, sapevamo di dover fare ritorno solamente il venerdì sera. Noi bambini non sapevamo nulla, mentre per i grandi - i nostri genitori - era l’inizio della fatica settimanale nei campi di lavoro”. 

    Dalle parole della signora Enza possiamo comprendere lo stato delle cose, di tanti sacrifici fatti per portare a casa un tozzo di pane. Quel passaggio aveva un significato che andava oltre la sua presenza. Dal libro “La Città Palmosa” degli storici Napoli, Giardina e Calcara, ecco come viene descritto: la regia trazzera per Marsala coincideva nel tratto iniziale con l’attuale strada che porta da Castelvetrano alla chiesa della Trinità. Uscendo per essa da porta Monastero, lambiva a destra il convento dei Miracoli e quello vecchio dei Cappuccini, a sinistra lasciava la Conigliera, passava alle spalle dell’attuale area attrezzata, (a circa 500 metri a nord della Chiesa della Trinità), scendeva al fiume Delia che attraversava al passo di Galasi su un ponte di pietra, detto di Baddanu, a triplice arcata, oggi sommerso, poco a nord dell’attuale diga Delia, e quindi, dopo una ripida salita, passava a sud del timpone Galasi, costeggiava a sinistra la torre Grimesi e proseguiva verso Marsala. Permetteva di raggiungere i feudi di Trinità, Galasi e Furone. La trazzera [...].

    Dalle informazioni in possesso si evince che, al netto degli aspetti sociali sopra menzionati,
    l’attraversamento permetteva di raggiungere parte della provincia di Trapani. Di notevole importanza! Dal “Belvedere” dell’area attrezzata è possibile immaginare la sua collocazione. Un modo per
    esaltare una piccola parte della storia castelvetranese. Sorge spontanea una domanda: “del ponte, le pietre, i materiali, le arcate, a distanza di mezzo e passa secolo, cosa rimane?”. Una domanda
    che non riceverà risposta. Di certo, alle testimonianze scritte possiamo aggiungere semplici
    considerazioni. Dietro a “Baddanu” sono state scritte pagine di vita quotidiana. E noi, in epoca moderna, abbiamo l’obbligo morale di non dimenticare.

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