Aggredì verbalmente una dottoressa e danneggiò gli arredi del P.T.E.: arriva l’assoluzione
di: Redazione - del 2026-09-18

(ph. Nella foto il legale dell’imputata, Avv. Buscemi)
Una donna, residente a Menfi, era stata rinviata a giudizio per i fatti avvenuti all’interno del Pronto Soccorso. Nel processo ha avuto un ruolo centrale la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa.Era finita davanti al Tribunale di Sciacca con l’accusa di aver danneggiato alcuni arredi e attrezzature rendendo, secondo la contestazione, in tutto o in parte inservibili numerosi beni presenti all’interno del P.T.E., tra cui un apparecchio telefonico, diversi contenitori in vetro, strumentazioni sanitarie e arredi, veniva inoltre contestato di aver rivolto gravi minacce alla Dottoressa in servizio, in particolare brandiva nei confronti della Dott.ssa un pezzo di vetro, un bastone porta flebo ed un pezzo della porta di ingresso. Al termine del processo è arrivata l’assoluzione.

Il Giudice ha assolto la donna dai reati contestati, chiudendo così il procedimento penale avviato in relazione all’episodio verificatosi all’interno della struttura sanitaria. Nel corso del dibattimento ha assunto particolare rilievo la richiesta avanzata dal difensore dell’imputata, l’Avvocato Giuseppe Buscemi di sottoporla a una perizia psichiatrica. L’obiettivo dell’accertamento era verificare le sue condizioni psichiche al momento dei fatti e, in particolare, accertare la sua capacità di intendere e di volere. La perizia è stata acquisita nel procedimento ed è stata oggetto di valutazione nell’ambito del processo.
Al termine dell’istruttoria dibattimentale, il Giudice ha pronunciato la Sentenza di assoluzione nei confronti della donna, perché non imputabile in quanto incapace di intendere e di volere al momento dei fatti per vizio totale di mente, prescrivendo alla stessa un percorso terapeutico, ponendo fine al procedimento a suo carico.












