Messina Denaro, dal carcere alla libertà: finita la pena per Emanuele Bonafede
di: Elio Indelicato - del 2026-09-19

È stato scarcerato, per avvenuta espiazione di pena, Emanuele Bonafede, 53 anni, campobellese, che nel marzo del 2023 era stato arrestato perché accusato di aver favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro, ospitandolo presso la sua abitazione e fornendogli supporto per evitare la cattura. Le investigazioni avevano accertato i fatti anche a mezzo di riprese di telecamere di videosorveglianza, che avevano confermato come Messina Denaro frequentasse la casa del Bonafede durante la latitanza. Nel giudizio di primo grado, celebratosi con il rito abbreviato, era stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare di Palermo alla pena di sei anni e otto mesi di reclusione.

Contro la sentenza aveva però proposto appello il difensore, avvocato Clizia Ferro, e nel dicembre del 2024 la prima sezione della Corte di Appello di Palermo aveva ridotto la pena inflitta in primo grado a quattro anni e quattro mesi di reclusione e aveva, su richiesta dello stesso difensore, concesso gli arresti domiciliari. Nel gennaio del 2026, la Corte di Cassazione aveva reso definitiva la sentenza ed era stata disposta nuovamente, nei confronti del Bonafede, la detenzione in carcere per il residuo di pena da scontare. Lo stesso Bonafede ha potuto godere, nel frattempo, di 315 giorni di liberazione anticipata per buona condotta, riducendo così ancora di più la pena e determinando l’immediata remissione in libertà.
Il processo rientra nel filone investigativo che ha portato, nel 2023, alla emissione di ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta della DDA di Palermo, nei confronti di appartenenti all’ambito familiare del defunto capomafia Bonafede Leonardo. A vario titolo sono stati arrestati, infatti, anche la moglie, il fratello ed i cugini di Bonafede Emanuele.
Per alcuni si è già arrivati alla sentenza definitiva, come nei confronti di Bonafede Andrea, 57 anni, fratello di Emanuele, che è stato condannato per favoreggiamento aggravato alla pena di sei anni di reclusione, e come nei confronti dell’altro Bonafede Andrea, classe omonimo e cugino, che ha avuto una condanna a tredici anni di reclusione per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.












