Diga Trinità, stop dal Ministero, servono nuove verifiche tecniche
del 2026-03-19

La vicenda della Diga Trinità continua a tenere alta l’attenzione in provincia di Trapani, tra tensioni sul territorio e richieste tecniche da parte delle istituzioni. Nel frattempo, il Ministero delle Infrastrutture ha chiesto alla Regione Siciliana ulteriori approfondimenti tecnici prima di concedere l’autorizzazione all’innalzamento del livello dell’invaso. La Regione, tramite il Dipartimento Acqua e Rifiuti, aveva proposto di portare temporaneamente la quota da 62 a 64 metri sul livello del mare, fino al 2029, dopo gli interventi eseguiti in somma urgenza. Tuttavia, da Roma è arrivata una richiesta di integrazione documentale.

In particolare, il Ministero vuole chiarimenti e certificazioni sui lavori effettuati, con un’attenzione specifica alle paratoie dello scarico di superficie e al loro sistema di movimentazione. Tra i documenti richiesti figurano collaudi aggiornati, verifiche sulla sicurezza strutturale, dati sui tempi di apertura e chiusura delle paratoie e garanzie sul corretto funzionamento degli impianti.
Di seguito stralcio della nota: "Per quanto riguarda lo scarico di fondo, già richiamato nella nota DGD n. 24546 del 27.11.2025 quale elemento essenziale per la sicurezza idraulica dell’invaso, è necessario eliminare ogni concreta condizione di rischio di ostruzione. Considerata la natura temporanea dell’incremento richiesto e in attesa della realizzazione degli interventi di sfangamento previsti, attualmente in ritardo rispetto agli obblighi normativi, si richiede la trasmissione di una dichiarazione, sottoscritta dall’Ingegnere Responsabile della sicurezza della diga e dell’esercizio degli impianti. Tale dichiarazione dovrà attestare la piena pervietà e funzionalità dello scarico di fondo, garantendo in ogni momento la possibilità di svuotamento dell’invaso in caso di emergenza.
È stato inoltre programmato un sopralluogo istruttorio per il 24 marzo, che però potrà svolgersi solo se la documentazione richiesta sarà presentata in tempo. Un passaggio che potrebbe ulteriormente rallentare l’iter in una fase già delicata".

















