Luciano Messina, il sindaco delle opere di bene
di: Salvatore Di Chiara - del 2025-03-24

Storia di un animo buono. Tra i sindaci che hanno amministrato la nostra città, un ruolo da protagonista spetta a Luciano Messina. In un’epoca dove regnava il caos amministrativo - tra leggi elettorali “impraticabili” e cadute amministrative rovinose, il democristiano (appunto Messina) ebbe maggiori fortune. Un lungo periodo che andò dal giorno dell'insediamento (avvenuto il 12/06/1956) sino al termine del mandato (09/12/1960). Mettendo da parte il lungo tragitto politico (magari da affrontare successivamente), uno degli aspetti rilevanti fu la bontà.

Di lui viene ricordata la gentilezza verso i bambini. Il dopoguerra aveva lasciato scorie non indifferenti. Tra lo spopolamento - causa mancanza lavoro e l’alto tasso di delinquenza, uno dei fenomeni crescenti era la presenza dei cosiddetti “invisibili”. Chi erano costoro? Una lunga schiera di bambini rimasti orfani, abbandonati (al loro triste destino) e poveri. Castelvetrano deteneva un record poco invitante. Grazie alle opere caritatevoli dei volontari (come la “Catena della Fanciulla”), il fenomeno era parzialmente “alleviato”.
L’attività crescente poneva fine ai supplizi che i fanciulli portavano con sé. Se da un lato conteneva le sofferenze interiori, dall’altro manifestava la mancanza di un sostegno sociale forte. Un problema di non poco conto a cui l’amministrazione cercò di porre un freno. A questo, grazie al supporto attivo dello stesso primo cittadino, furono avviate ulteriori attività. In un’epoca - la nostra - dove il termine “inclusività” tarda a trovare spazio, in quel periodo ebbe maggiore riflesso in molti ambiti.

Rimane impressa nella mente dei presenti la foto che ritrae lo stesso sindaco che consegna degli omaggi ai bambini. Andiamo con ordine. Il sei gennaio di ogni anno, per festeggiare l’arrivo della Befana, l’amministrazione comunale organizzava degli eventi presso il Teatro Selinus. Per l’occasione, in virtù di un numero alto di bambini in difficoltà, le porte erano aperte a tutti. Accolti dallo stesso primo cittadino, erano omaggiati di un piccolo dono che potesse regalare un sorriso. Il 6 gennaio del 1959 fu lo stesso Luciano Messina a consegnare regali e dolciumi in prima persona.
Decise di evolvere i fondi derivatagli dalla carica in opere di bene. Un gesto nobile che trovò attestati di stima da parte dei castelvetranesi. Oltre agli apprezzamenti ricevuti, i presenti ricordano di un uomo che regalò momenti di dolcezza e rispose alle tante domande poste dai bambini stessi. Eventi che non tardarono a essere rinnovati. Con i pochi strumenti a disposizione, le parole d’ordine furono: rispetto, vicinanza, collaborazione e armonia.
Seppur per pochi momenti, molti bambini (dati di allora parlano di almeno 500 unità) si trovarono in una posizione di uguaglianza con i coetanei. La storia politica del sindaco Luciano Messina ebbe momenti importanti ad altri meno felici. Senza ombra di dubbio rimarrà scolpita la sua importanza (anche in termini economici) per ridurre uno dei problemi dilaganti del periodo. Un personaggio che ha lasciato traccia indelebile nella nostra città.