“Bene l’indignazione per l’inciviltà di Ferragosto, ma indigniamoci anche per chi sporca le ville e la Città”
di: Redazione - del 2024-08-16

In foto: Castelvetrano dall'alto corso (ph. Tancredi Bongiorno)
Riceviamo e pubblichiamo una lettera da parte del nostro lettore Paolo Errante Parrino in merito a quanto avvenuto a Triscina in occasione del Ferragosto con rifiuti di ogni genere abbandonati sulla spiaggia dopo la consueta notte di festa.

"ho letto con interesse i numerosi e documentati articoli relativi allo scenario che si è presentato ai bagnanti di Triscina giorno 15 agosto "the day After". Non ho potuto fare a meno di notare lo sdegno e lo sconcerto, con cui centinaia di "cittadini modello" hanno additato questi giovani teppisti, colpevoli di aver sporcato le nostre "candide" spiagge con rifiuti di vario genere, ma una domanda mi sorge spontanea: dove sono questi cittadini in tutti gli altri giorni dell'anno?
Vi informo che il giorno dopo "the day After" , da Noi è 365 giorni all'anno. Dove siete quando, giornalmente, il nostro paese, le nostre ville, i parchi giochi, le nostre periferie, le nostre campagne, vengono violentate ripetutamente da persone senza scrupoli, stavolta adulte o addirittura anziane , che incuranti di tutte le più elementari regole di convivenza civile, sversano senza esitazione, rifiuti di ogni genere, spesso anche tossici?

Ebbene, Vi informo che mentre la griglia, l'ombrellone rotto, le bottiglie e tutto il resto che questi "nuovi vandali" hanno impunemente lasciato in spiaggia la notte di ferragosto tra qualche giorno saranno solo un brutto e lontano ricordo, tutto il resto prima elencato, dalla plastica alle lastre di eternit, dagli oli esausti agli scarti di fabbricazione, quelli sono lì da decenni, rimarranno lì e probabilmente, lentamente saranno letali per noi e per le generazioni future.
Quindi, vi chiedo di essere così solerti e vigili sempre, mettendoci la faccia, a rischio anche di qualche accesa, sana ed educativa discussione ed evitando di fare come da generazioni invece si è sempre fatto: "Non vedo, non sento, non parlo"