Il Lettore scrive: "Nel ricordo di quando Castelvetrano era una città viva"
del 2014-03-25

(ph. Il castelvetranese doc)
Riceviamo e pubblichiamo la lettera della lettrice Rosanna Bertuglia che ricorda la Castelvetrano che fu tra nostalgia e ricordi: "Buona sera a tutti quanti...vivo ormai da tanti anni a Palermo e nonostante ciò non ho mai smesso di "sentirmi" castelvetranese...forse per questo o forse per l'eco delle parole di mia madre rimaste per sempre nella mia memoria che qualche domenica fa con la fotocamera pronta allo scatto e una certa emozione nel cuore varco la soglia della chiesa di San Domenico....finalmente, mi dico,potrò rivivere il ricordo di mia madre bambina...

La meraviglia della bellezza delle opere che mi accolgono è eguagliata e forse anche sovrastata dallo stupore per l'assoluta assenza di personale che potesse indirizzare i passi dei pochi visitatori verso una visita sicuramente più gratificante e che rendesse giustizia all'immensa opera di restauro che è stata effettuata...solo quattro della protezione civile che stavano sulla porta a fare non so bene cosa.....perchè a Castelvetrano deve tutto finire così...tutto sommerso da un odore di vecchio e stantìo....il regno dell'incompiuto...
Ricordo quando a castelvetrano c'erano tre cinema, gli alberghi, il teatro che funzionava, al limite anche le discoteche, le sezioni giovanili dei partiti..qualcuno tentava di fare gruppi di teatro, anche le feste liceali avevano il loro perchè ...dov'è finito tutto questo? dobbiamo rassegnarci ad eventi di "commemorazioni"? Solo l'eco di pseudo intellettuali che si parlano addosso con sussiego e falsa condiscendenza aleggerà ancora sul lastricato della piazza?
Anche lì....non doveva essere il fulcro della NUOVA città...? Ma perchè....a chi giova tutto questo mortale immobilismo? Come stanno ampiamente dimostrando i volontari che si occupano dei randagi, per cercare di fare funzionare le cose bisogna tirarsi su le maniche e darsi da fare...non possiamo continuare a essere i commissari tecnici della nazionale ed insegnare da un improbabile pulpito come si fanno le cose....dovrà pur esserci qualcuno che dia un calcio al pallore!!! e allora,signori, riprendiamoci la città.

















