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Da Eric Clapton a Donovan, la storia del rock internazionale tra eccessi e talenti indimenticabili

di: Luigi Simanella - del 2019-01-30

Immagine articolo: Da Eric Clapton a Donovan, la storia del rock internazionale tra eccessi e talenti indimenticabili

(ph. www.vulture.com)

Sempre nell’anno 1964 s’impose al vastissimo pubblico internazionale un nuovo gruppo che si caratterizzò per un rock duro, in contrapposizione al rock melodico dei “Beatles” di cui diventarono antagonisti, i “Rolling Stones”, al secolo “Pietre rotolanti”, con il loro omonimo primo album. La formazione di questi “ribelli del rock”, considerata “la band più cattiva del mondo”, era: Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Billy Wyman e Brian Jones.

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  • Da notare che l’anno precedente Lennon e McCartney avevano proposto ai ragazzi degli “Pietre rotolanti” d’incidere il loro brano “I wanna be your man”. Gli “Stones” accettarono. Il disco, però, uscì qualche giorno dopo quello dei quattro di Liverpool che, nel frattempo, avevano deciso di registrarlo anch’essi. Nacque così quella rivalità che contraddistinse tutta la futura carriera di questi due storici gruppi musicali.

    Quando Brian Jones fu trovato morto il 3 luglio del 1969, imbottito di droga nella piscina della sua villa, fu sostituito da Mick Taylor. L’attività degli “Stones” durò molto più a lungo di quella dei “Beatles”. Si separarono, infatti, nel 1993 dopo trent’anni di carriera davvero invidiabile. L’unico neo che si portano dietro è stato quando il 6 dicembre del 1969, a un mega concerto ad Altamont, in California, gli “Hell’s Angel” (Angeli dell’Inferno), ch’erano stati reclutati per il servizio d’ordine, uccisero un ragazzo di colore, Meredith Hunter.

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  • Gli “Stones” furono considerati i responsabili, almeno morali, di quell’omicidio. L’accusa fu che la loro musica, così aggressiva, faceva in modo da suscitare, nei giovani ch’assistevano ai loro concerti, istinti anche omicidi. Ad aggravare la situazione ci fu il fatto che Jagger e compagni erano spesso arrestati per consumo di droga ed alcool, imitati sempre dai giovani anche in questa loro negativa pratica.

    Un altro grande musicista che nacque artisticamente in quell’anno è stato Donovan, che preferì la musica folk al rock. I “Kinks", invece, col loro brano “You really got me”, hanno gettato le basi sulle quali si sviluppò, da lì a poco, la musica hard-rock. Sempre in quell’anno fu prodotto il “Mellotron”, il primo campionatore della storia, dopo che Robert Moog aveva progettato il primo sintetizzatore che da lui prese il nome.

    Uno dei maggiori rappresentanti della musica pop, dal quale noi organisti del ’68 abbiamo imparato le tecniche d’improvvisazione sull’organo Hammond, è stato Brian Auger. Egli, nella sua lunga carriera artistica, non ha mai avuto un gruppo fisso e, nel tempo, s’è avvalso della collaborazione di diversi, ma sempre validissimi, musicisti. I due gruppi, comunque, che lo hanno affiancato maggiormente sono stati i “Trinity” e gli “Oblivion Express”. C’è stata, poi, una lunga e intensa collaborazione con una delle più belle voci e più brave interpreti del pop britannico, Julie Driscoll.

    Gli altri musicisti che hanno accompagnato Auger, come nucleo centrale, nei suoi tanti concerti sono stati: il chitarrista Jim Mullen, il bassista Barry Dean, il batterista Robbie Mclntosh e il cantante Alex Ligertwood, nonché parecchi altri musicisti occasionali. Egli ha spaziato dallo stile progressivo al jazz-rock e, ultimamente, all’heavy.

    Ho assistito a un suo concerto live qualche anno fa ad Alcamo e ho anche avuto la fortuna d’avvicinarlo per potermi fare una foto ricordo col mio idolo adolescenziale, che conservo gelosamente fra i miei ricordi più preziosi.

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