“Il tuo amore per Castelvetrano e il ricordo di quella splendida serata della festa dei castelvetranesi d’America. Ciao Luciano”
di:
Luigi Simanella - del 2024-04-19

Conobbi Luciano Saladino in una delle tante serate che il mio compianto amico Piero Chiofalo
organizzava, nel periodo estivo, nella sua villetta di Triscina. Fu il comune amico Giovanni Tortorici a portarlo in casa di Piero, insieme con alcuni altri rappresentanti della comunità dei castelvetranesi d’America. Giovanni da tempo curava i rapporti con i nostri concittadini d’oltralpe e m’aveva promesso che, prima o poi, m’avrebbe fatto conoscere di persona Luciano. Fra noi fu amore a prima vista.

Lui sapeva di me, delle tante cose ch’avevo fatto per la nostra tanto amata Castelvetrano e quella volta, oltre a dimostrarmi una tangibile stima, m’invitò alla festa che ogni anno lui organizzava a New York alla quale partecipavano tantissimi castelvetranesi emigrati nel paese della grande mela e che lì avevano fatto fortuna. Mi promise che m’avrebbe fatto conoscere dai suoi invitati facendomi esibire come ospite d’onore. Lo ringraziai e gli garantii la mia presenza alla prossima festa. Il tredici marzo dell’anno 2005 fu mio fratello Giacomo, anch’egli purtroppo oggi non più fra noi, ad accompagnarmi da Montréal a
New York. Ero andato a trovarlo in Canada, dove abitava, e dopo aver fatto sei ore di macchina
siamo, alfine, giunti a destinazione.
Pur possedendo mio fratello un’auto molto grande e spaziosa, essa scompariva di fronte alle lunghissime Cadillac bianche con le quali gli altri invitati man mano giungevano. La location era quella del salone ricevimenti “Russo’s on the bay” di New York, dove ogni anno Luciano organizzava la “Festa dei Castelvetranesi d’America”, della cui omonima associazione era il presidente. Facendo ingresso nell’ampio salone m’accorsi subito dei due manifesti che mi raffiguravano, che gli avevo spedito per posta, e che aveva fatto sistemare sopra al palco degli orchestrali. Davvero un grande onore Luciano m’aveva riserbato, oltre a quello di farci accomodare nel suo tavolo insieme alla moglie. Durante il pranzo, per come m’aveva promesso, m’invitò a esibirmi. Erano presenti più di quattrocento invitati, quasi tutti castelvetranesi che vivevano da tanto tempo a New York. La mia performance più un’intervista sono state trasmesse sia da “Rai International”, via satellite in tutto il mondo, sia dal famoso network newyorkese “ABC”. In quel periodo portavo in giro la mia personale rivisitazione del “Teatro Canzone” di Giorgio Gaber e quel giorno recitai “Bambini G”. Alla fine ricevetti, da parte di tutti, tanti calorosi applausi di compiacimento. Il quotidiano italiano negli Stati Uniti “America oggi”, in un articolo a firma Gaspare Pipitone, m’ha definito “…un famoso cabarettista italo- canadese, anche lui originario di Castelvetrano…”.

Ritornai l’anno dopo a New York, questa volta insieme a un nutrito gruppo d’amici compaesani guidati, naturalmente, da Giovanni Tortorici. In quell’occasione io, Peppe Clemente, Irene Bonanno, Anna Gelsomino e i partannesi Rosario Guzzo e Giuseppe Giò Nastasi ci siamo esibiti sia presso il salone ricevimenti “Russo’s on the bay” sia presso il “Central Ridgewood Theatre of Queens” di New York. Un’altra esibizione l’abbiamo fatta quando il carissimo amico Bartolo Calia c’ha invitato nel suo rinomato ristorante di New York “Carmela’s”, dove ha offerto una magnifica cena a tutti i suoi compaesani giunti da Castelvetrano. Un episodio di grande impatto emotivo l’ho vissuto quando, durante la festa, Luciano ha voluto che scendessi, insieme a lui, a Giovanni, a Filippo Siragusa e ad Alberto Firenze, anch’essi presenti, le scale del grande palco mobile con tanto di proclamato annuncio come s’eravamo dei famosi divi.
Certo, le solite americanate, ma che ti regalano quella sensazione, certamente velleitaria, di credere, anche se per quel breve spazio di tempo, d’essere davvero un divo. Tutti questi meravigliosi ricordi, la soddisfazione e le emozioni che ho provato in quelle magiche occasioni, rimarranno indelebili nella mia memoria e di questo devo ringraziare Luciano. Riposa in pace, grande amico mio, in braccio agli angeli del paradiso.


















