"Lasci un grande vuoto. Grazie di tutto". L'Avv. Pantaleo ricorda Antonella Moceri
del 2015-11-20

Oggi ha cessato di battere il cuore di Antonella Moceri, 53 anni, avvocato del Foro di Marsala, patrocinante avanti le giurisdizioni superiori, molto nota negli ambienti forensi e soprattutto nelle comunità di Campobello di Mazara, ove ha sempre vissuto, e di Castelvetrano, dove ha anche insegnato per lunghi anni diritto all’Istituto Professionale.

Laureatasi presso l’Università degli Studi di Palermo, aveva frequentato lo studio dell’Avv. Gino Pantaleo superando ben presto e brillantemente l’esame di abilitazione alla professione forense.
Per quasi trent’anni ha esercitato il ministero di Avvocato prevalentemente nel settore penale, assumendo la difesa di diversi imputati in impegnativi e rilevanti processi celebrati nel circondario, e non solo, in cui venivano contestati frequentemente reati contro la pubblica amministrazione o di criminalità organizzata.

Non lesinava mai, nel rigoroso rispetto dei canoni deontologici, il suo sostegno umano e morale ai suoi assistiti e alle loro famiglie obbligati ad affrontare la sofferenza del processo.
Con lei si sono spenti il suo sorriso, la sua ironia, il suo positivo sarcasmo, la iperattività che la di-stinguevano quotidianamente nel suo relazionarsi con i Colleghi, con i Magistrati, con tutti coloro che operano nel mondo della giustizia.
Era solita esaltare la tragicomicità del processo penale ancorando sempre il suo ruolo di difensore al rigoroso studio delle carte processuali e delle questioni giuridiche che affrontava da fine e acuta studiosa del diritto.
La sua vivace speculazione critica le consentiva, poi, una ricostruzione immediata dei fatti e di avere una utile visione complessiva della vicenda processuale.
Ci ha insegnato a sdrammatizzare e stemperare quelle tensioni che ingessano talvolta il difensore sovraccaricato dal peso della responsabilità di dovere dare voce e corpo alle ragioni del proprio as-sistito, nella convinzione di liberare così tutte le sue capacità tecniche e le sue doti umane.
Se ne è andata alla sua maniera; senza clamore; apostrofandoci con una delle sue solite battute secche che non ammette repliche e lasciandoci un grande vuoto.
Chi con lei ha condiviso lunghe ore di attesa, di studio, di lavoro ha potuto apprezzarne la sua ferrea volontà unita alla sua acuta e vivace intelligenza; la forza nell’affrontare la vita; la trepidazione, l’amore e la dedizione per i suoi cari; la sua fragilità di fronte alle incognite che la sua umana esistenza le ha riservato.
Ed il suo ultimo pensiero è andato ai suoi figli, i quali hanno solo da seguire il suo esempio per so-praffare il dolore che a loro si accompagnerà.
Grazie Antonella, per avere onorato la Toga, i tuoi cari, la vita che ti è stato concesso vivere. I tuoi difetti già quasi non li ricordiamo più. Però, quante sigarette ci hai fatto fumare; e come era difficile viaggiarti accanto in auto mentre guidavi alle tue... solite velocità!

















