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Ospedale Castelvetrano, lettera aperta del medico ma anche del politico Salvatore Stuppia

di: Redazione - del 2025-05-20

Immagine articolo: Ospedale Castelvetrano, lettera aperta del medico ma anche del politico Salvatore Stuppia

Il miracolo di San Domenico! Potrebbe sembrare una nota di colore ma è molto di più: una nutrita parte della Comunità Castelvetranese, quella più motivata, la più convinta della necessità di un forte impegno civico, si è ritrovata sabato mattina nella Chiesa di San Domenico per ascoltare gli organizzatori, i relatori e le autorità presenti.

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  • Tra gli altri interventi quello dell’ex Senatore Bellafiore, che ha ricordato quanto sia stato importante l’impegno politico a determinare la nascita dell’Ospedale della Valle del Belìce. Lo stesso impegno politico trasversale, senza distinzioni partitiche, di tutti i rappresentanti nel territorio dei Comuni, dell’Amministrazione Provinciale, così come della Regione, si rende oggi necessario per creare un baluardo contro la incombente distruzione funzionale della più importante struttura sanitaria di questa parte della Sicilia Sud Occidentale.

    Oggi, come allora, nella traccia di quanto già fatto diligentemente dai Comitati Civici con la loro incessante attività, i politici dovrebbero attivarsi tutti uniti nel sollecitare il Governo Regionale a rivedere un piano di riorganizzazione della Sanità siciliana che ha penalizzato in particolar modo proprio il nosocomio di Castelvetrano. Bando, quindi, alla contrapposizione politica sulle visioni diverse dei piani sanitari che si sono succeduti negli ultimi anni.

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  • La gestione dell'ospedale non può essere né di destra né di sinistra, ma ogni componente politica deve adoperarsi affinché prevalga la salvaguardia di un ospedale di grandi dimensioni, posto in una posizione strategica rispetto agli assi viari del territorio, con un eliporto abilitato ai voli notturni ed una rianimazione fortemente voluta, efficiente ed efficace, che nel complesso offre cure sanitarie  ad una popolazione che supera in alcuni periodi centomila utenti.

    Andava proprio in questa direzione la mia Mozione presentata il mese scorso in Consiglio Comunale, sostenuta anche da esponenti della minoranza, iniziativa che avrebbe dovuto determinare una riunione dei Capigruppo e la sottoscrizione di un documento condiviso da tutti per una forte presa di posizione anche nei confronti dei rispettivi referenti politici regionali e nazionali.

    A questa mia proposta non è stato dato, purtroppo, alcun seguito. Mi chiedo e chiedo ai miei colleghi assisi in Consiglio perché? Non possiamo fermarci perché, a causa delle note vicende giudiziarie, mancano in provincia gli interlocutori validi. Così come non possiamo accettare supinamente le decisioni che penalizzano in particolar modo l’Ospedale di Castelvetrano, anche più degli altri nosocomi della provincia.

    Ben venga il coinvolgimento dei comitati, delle associazioni civiche, dei club services, della classe medica, del Vescovo, dei cittadini tutti. Ma se in maniera condivisa, con una regìa unica, non si riuscirà ad intervenire concretamente sulla politica sanitaria, bussando alle stanze del potere dove si decide ogni cosa, tutto potrebbe risultare (come è già stato per tanti anni) totalmente vano ed assisteremo ad una sciagurata attività di smembramento della sanità territoriale, motivata da interessi diversi da quelli di un’offerta sanitaria di reale equità per tutti i cittadini.

    Il Governo regionale, così come quello nazionale, devono agire per aiutare i territori più penalizzati in termini di qualità dei servizi e di logistica. Essi hanno l’obbligo morale e politico di assicurare un’offerta sanitaria riequilibrata, per evitare i "viaggi della speranza" e per offrire agli operatori il giusto riconoscimento economico per il loro gravoso e ed essenziale lavoro.

    Medici ed infermieri non possono essere considerati eroi in determinate situazioni e poi trattati a "pesci in faccia". Guardiamo, per esempio, cosa è successo con le indennità di funzione nel periodo del Covid. È stata revocata, o non erogata adeguatamente, questa indennità, causando disagio tra gli operatori sanitari che hanno lavorato con turni massacranti.

    Ma cosa si può pretendere di più da una classe medica privata spesso degli strumenti necessari per operare in maniera efficiente e per di più anche continuamente vessata? La parola adesso alla politica, con il controllo attento dei nostri rappresentanti più vicini alla Comunità Castelvetranese, ma anche di tutta la Valle del Belìce, che in questo particolare caso dovrebbe trovare un’unità d’intenti simile a quella narrata dall’ex Senatore Bellafiore sabato scorso a San Domenico.

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