Sale negli alimenti? Poco e che sia iodato per aiutare il nostro corpo a stare meglio
di: Graziella Palermo - del 2020-07-22

Sale? Assolutamente poco ma che sia iodato. La causa più frequente della patologia tiroidea è la carenza di iodio, che può provocare gozzo, noduli o ipotiroidismo. Si tratta di un problema di salute pubblica, diffuso a livello mondiale, che oggi colpisce in modo particolare i Paesi in via di sviluppo, ma anche quelli europei. In Italia è stato calcolato che oltre 6 milioni di persone sono affette da gozzo o patologia nodulare tiroidea.

La carenza di iodio in età fetale e neonatale può avere ripercussioni sulla funzione tiroidea del feto e del neonato e, nei casi più seri, si possono avere anche conseguenze sullo sviluppo cerebrale che è particolarmente sensibile alla mancata azione degli ormoni tiroidei: questo può portare a difetti di vario grado delle funzioni cognitive.
Lo iodio è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento della tiroide. Lo iodio entra nel corpo umano con l’alimentazione giornaliera. Ai fini pratici, il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino ai 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. La maggior parte degli alimenti contiene scarse quantità di iodio, soprattutto in Italia con un suolo povero di questo elemento.

La strategia raccomandata per l’eradicazione dei disturbi da carenza iodica è quella di utilizzare come veicolo il sale alimentare arricchendolo con opportune quantità di iodio ovunque ampiamente disponibile che consente di coprire il fabbisogno fisiologico giornaliero.
Nella gravidanza e durante l’allattamento, oltre all’uso regolare di sale arricchito con iodio, è necessario assumere integratori contenenti iodio.
Nutrizionista Graziella Palermo

















