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    Selinunte, l'archeologo Clemente Marconi parla degli scavi in atto

    di: Redazione - del 2022-06-21

    Sono in fase di montaggio quattro “macchine del tempo” delle gru in legno nell’area archeologica di Selinunte, di cui una alle Cave di Cusa.

  • clemente a7 novembre 2021
  • Un progetto molto interessante, la cui paternità appartiene all’architetto Alessandro Carlino, storico dell’architettura, che da anni studia i templi dorici.

    Si tratta di una mostra itinerante che arriva da Agrigento, e che, nelle intenzioni, vuole coinvolgere i turisti nella comprensione delle tecniche e dei processi che furono compiuti per erigere i templi.

    Le gru (copra) sono dotate del sistema delle pulegge e possono sollevare fino a mille chilogrammi. Sono stabili e, all’occorrenza, anche funzionanti.

    Il progetto è stato voluto dal Dipartimento Beni Culturali e a breve dovrebbe arrivare anche l’Assessore Regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà, come riferisce il neo Direttore del Parco Felice Crescente, per l’inaugurazione della mostra.

    L’idea è quella di ricreare un cantiere aperto, datato al momento della costruzione dei templi, i cui blocchi venivano realizzati alle Cave di Cusa, per poi essere trasportati a Selinunte, dove, successivamente, attraverso queste gru, venivano montati.

    Il professore archeologo di fama mondiale Clemente Marconi, per ora presente a Selinunte al fine di seguire gli scavi, precisa che: “Selinunte è la tappa più idonea di questo itinerario conoscitivo, perchè, proprio nei primi dell’Ottocento, partirono da qui i primi studi di architettura e ingegneria sulla ricerca del sollevamento e trasporto dei rocchi, di cui restano delle tracce negli stessi blocchi.”

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