Folgore, Marino: “Dall’ultima partita non ci alleniamo”. Dubbi per la partita di domenica
di: Redazione - (fonte: Balarm TV) - del 2026-04-10

Dino Marino, allenatore della Folgore Castelvetrano, racconta a Balarm Tv in the box, senza filtri una situazione ormai al limite, con la squadra penultima in classifica a quota 9 punti. Una questione quella attuale molto complicata in vista della ripresa del campionato con altre gare, a parte eventuale spareggio, da disputare per concludere la stagione.

“Sono entrato il 15 novembre, dopo che la presidente mi aveva contattato dicendomi che bisognava salvare la Folgore. Tuttavia, già nei miei primi interventi — tra cui anche un’intervista che avevo rilasciato — avevo chiarito che, con quella squadra, la salvezza sarebbe stata praticamente impossibile. E infatti, purtroppo, così è stato e sarà. Avevo posto una condizione chiara: accettare l’incarico solo a patto di poter inserire alcuni giocatori validi per la categoria di Eccellenza. La presidente inizialmente aveva dato la sua disponibilità, ma nei fatti non ha mai mantenuto le promesse fatte. Dopo appena un mese, infatti, il rapporto si è interrotto, e da lì in poi è noto a tutti come si sia evoluta la situazione.
Negli ultimi giorni sono stato nuovamente contattato e ho accettato di tornare, ma esclusivamente per una questione contrattuale. Al momento della separazione, infatti, non mi era stato corrisposto quanto dovuto, e quindi sono vincolato a rispettare il contratto e a rimanere in questa situazione, in attesa di capire cosa accadrà.

Ad oggi, però, bisogna essere chiari: la società, di fatto, non esiste più. Non c’è una struttura, non ci sono giocatori e non si svolgono nemmeno gli allenamenti. Si sta provando a concludere il campionato con alcuni ragazzi della Juniores, ma nutro seri dubbi che si riesca davvero ad arrivare fino in fondo. La presidente, inoltre, è completamente assente e non dà alcun segnale.
Molti giocatori sono già andati via, soprattutto quelli provenienti dalla Puglia: alcuni si erano fermati fino alle festività pasquali, ma poi sono ripartiti e non faranno ritorno. La realtà è che, dall’ultima partita, non siamo più riusciti nemmeno a fare un singolo allenamento, perché non si riesce a mettere insieme neppure un gruppo minimo, nemmeno con i ragazzi della Juniores.
In questo contesto, diventa difficile anche fare previsioni sulla prossima partita. L’ultima volta eravamo in dodici, incluso il secondo portiere in condizioni precarie, e da allora non siamo più riusciti a ritrovarci. Ho provato più volte a organizzare degli allenamenti, ma i ragazzi della Juniores non si sono mai presentati. Anche recentemente ho tentato di contattarli per vederci, senza ottenere risposta.
Sinceramente non so se riusciremo nemmeno a raggiungere il numero minimo per scendere in campo domenica. Forse arriveremo a undici o dodici giocatori, ma si tratterebbe comunque di ragazzi molto giovani, tra i 17 e i 19 anni. E già questo rende bene l’idea della situazione, ammesso che si riesca effettivamente a giocare.
Purtroppo sto rivivendo una situazione già vissuta due anni addietro a Mazara: anche lì la società era praticamente scomparsa, non c’erano risorse né organizzazione, e i pochi giocatori rimasti non venivano nemmeno sostenuti adeguatamente. È una situazione molto simile, e anche in questo caso non dipende da me, ma da problemi strutturali della società.
Tengo però a precisare che il mio coinvolgimento è stato limitato: ho lavorato soltanto per il mese di novembre. Prima di me c’erano altri allenatori e, dopo la mia uscita, si sono alternati per altri quattro mesi tecnici provenienti dalla Puglia. Per questo motivo non mi sento realmente parte di questo progetto, che oggi appare più teorico che concreto: sulla carta esiste, ma nella realtà no. Infine, per quanto riguarda le voci su un possibile coinvolgimento in un progetto a Mazara, al momento non posso dire nulla di certo. È vero che qualcosa sembra muoversi, ma parlare di un mio accostamento concreto, ad oggi, è prematuro. Tutto può succedere, ma al momento non ci sono certezze”.

















