Il lettore scrive: "Al Sindaco qualche suggerimento per combattere la crisi economica"
del 2013-07-04

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del lettore Eusino Antonino, che si rivolge direttamente al Sindaco, chiedendogli di prendere visione dell'allegato, con cui il lettore gli propone una possibile alternativa alla crisi economica, che tristemente avanza nella nostra città, come in tutto il Paese.

"Al Sig. Sindaco avv.Felice Errante Gentile Signor Sindaco, avrà anche Lei sotto gli occhi, come noi tutti, la drammatica situazione in cui si trova il Paese, in cui si trovano i nostri Comuni, in cui si trovano tutti i cittadini.
Quella che ancora viene eufemisticamente definita “crisi economica” sta erodendo ogni aspetto del vivere civile, sta minando alle fondamenta ogni pilastro su cui per secoli si è fondata la nostra civiltà. La situazione, come le sue continue involuzioni stanno a testimoniare, non farà altro che peggiorare. E non ci vorrà molto: già nel prossimo autunno tante famiglie che fino ad oggi hanno “tirato la cinghia” potrebbero sprofondare nel vortice della assoluta indigenza.

Tante altre imprese chiuderanno, tante realtà sociali ed economiche comunali non esisteranno più. Lei è un “politico”, nel senso più nobile che a questo termine si possa attribuire: governa la nostra polis, amministra il nostro Comune. Compito del politico, mi permetto di ricordarlo, è anche quello di prevedere, con cognizione di causa, le future evoluzioni delle dinamiche politico-sociali, di trovare soluzioni e concepire rimedi nell’interesse degli amministrati, del popolo.
Certo, ci sono già delle “soluzioni” a Sua disposizione, quelle di sempre, quelle previste dal Testo Unico sugli Enti Locali, che, come la storia insegna, sono non-soluzioni: indebitare ulteriormente il nostro Comune, oppure tassare i suoi cittadini. Ma la legge, il diritto, Le offre altre possibilità. Nell’appello che troverà allegato alla presente voglio quindi porgere alla Sua attenzione alcune possibili risposte alternative da dare alla nostra Comunità dinanzi alla più grave crisi della nostra storia recente. Non lasci cadere questo appello: è in gioco non solo la nostra sopravvivenza, ma anche la nostra stessa dignità di popolo. Cordiali saluti"

















