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Tra fede, passione e simpatia. Ricordando Padre Aiello, indimenticata guida dei partannesi

di: Elenia Teri - del 2017-10-22

La Chiesa di Maria SS.ma delle Grazie, nota ai suoi affezionati fedeli semplicemente come “la Grazia”, ha rivestito un ruolo cruciale nella vita della maggior parte dei cittadini di Partanna, merito dell’indimenticabile lavoro svolto da don Gaetano Aiello.

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  • Scomparso a febbraio di quest’anno all’età di 86 anni, Padre Aiello ha reso la Chiesa della Grazia una parrocchia attiva, partecipe alla vita quotidiana della comunità cristiana partannese. È difficile oggi pensare la Grazia senza Padre Aiello e Padre Aiello senza la Grazia, come se l’operato del parroco costituisse una cesura netta che divide in due parti la storia di questa Chiesa: una fase avanti Padre Aiello e una dopo Padre Aiello, per restare in tema cristiano.

    La sua costruzione, secondo alcuni studi condotti dalla dott.ssa Caterina Lucia Russo e riportati nel libro “Partanna e il suo patrimonio”, risalirebbe intorno all’anno 1567, sorta come chiesetta campestre dedicata a Maria SS.ma delle Grazie proprio nel punto esatto in cui la troviamo oggi, zona all’epoca isolata dal centro abitato e meta ideale per il raccoglimento e la preghiera dei fedeli.

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  • Con la progressiva espansione del paese fino ai confini di contrada Montagna, immediatamente alle spalle della suddetta chiesetta, essa divenne parte integrante di Partanna. Così passarono i secoli e all’interno della Chiesa della Grazia si alternarono alcuni parroci fino agli anni ’70 del ‘900, quando dopo il crollo e la chiusura della chiesa di S. Nicolò da Tolentino (sita all’angolo fra via XX settembre e il corso Vittorio Emanuele II) la sua parrocchia, diretta da un giovane Padre Aiello, venne accolta e inglobata dalla Grazia. Da quel momento inizia la seconda fase di attività della Chiesa di Maria SS.ma delle Grazie, simile ad una rinascita favorita dalla profonda fede del nuovo parroco, nonché dal suo carattere comico e allegro, dalle sue omelie semplici ma mai banali.

    Ricordo il commento di molte donne anziane all’uscita della messa domenicale della Grazia che commentavano “a mia la missa di Patri Aiello mi piaci picchì la capisciu!”. Uno dei punti forti del parroco era la capacità di comunicare con chiunque, di diffondere e spiegare la Parola di Dio con naturalezza e facilità ma non per questo meno efficace, arricchendolo di battute divertenti ed esempi tratti dal quotidiano, quasi la messa della Grazia fosse una chiacchierata fra amici e anche i più piccoli imparavano divertendosi.

    Padre Aiello ha reso, infatti, la Grazia il punto di ritrovo principale per la maggior parte dei giovani, avvicinandoli a Dio e alla religione cattolica senza mai rinunciare alla spensieratezza dei loro anni, coinvolgendoli in attività canore e musicali, animando con giochi e risate le riunioni del catechismo e del grest, organizzando pellegrinaggi alla Libera, gite e scampagnate finalizzate alla preghiera.

    Ricordo il “balletto” del canto “Alleluja”, per cui appoggiavamo le mani sulle spalle e poi le agitavamo in aria a tempo di musica. Ricordo anche il rigore e la giusta severità di Padre Aiello nell’educare noi ragazzi: ogni domenica alla messa delle 10:00 con le prime file riservate a chi era prossimo alla Prima Comunione e alla Cresima e se mancavi “Prima Comunione/Cresima un ti nni fazzu!”, ammoniva. Ed era serio! E ricordo rimproveri originali quando rassegnato esclamava: “vedo una scarpa volare…numero 41!”

    Ovviamente non ci avrebbe mai tirato una scarpa, ma avevamo lo stesso soggezione di lui, insieme alla stima, al rispetto, alla fiducia, all’affetto e ci recavamo alla Grazia quasi fosse per noi una seconda casa. Padre Aiello ci ha insegnato ad essere bravi cristiani e ad essere brave persone nella società e ci tenevo a ricordarlo perché ci manca, ci mancano le sue ottimistiche parole di conforto, il suo sostegno e la sua fiducia in noi.

    Manca a Partanna e manca soprattutto alla Chiesa della Grazia che continua a esistere, è vero, là nella zona nord del paese, ma non potrà mai dimenticare il suo fedele parroco compagno di avventure Padre Aiello perché è parte integrante della sua storia, ormai per sempre.

    I miei ricordi sono comunque quelli di una bambina che ha iniziato il suo primo anno di catechismo nel 1995 e all’epoca Padre Aiello si trovava alla Grazia già da più di vent’anni, per cui è chiaro che molti altri prima di me abbiano una miriade di altri ricordi da raccontare legati a Padre Aiello e alla parrocchia di S. Nicolò.

    Ma non basterebbe un articolo per contenerli tutti e sarebbe anche riduttivo selezionarne alcuni dei tanti perché ognuno, a modo suo, è speciale. Quindi cari lettori, se anche voi ricordate con affetto quei momenti alla Grazia con Padre Aiello come me, vi invito a riportarli tramite un commento magari, così da potere tutti insieme continuare a condividerli.

    Per concludere vi saluto con un “Cristo regni!” – “Sempre regni!”.
     

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