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Il cinema, la Tv, il Teatro. Intervista a Fabrizio Ferracane tra set e l'amore per Torretta Grantola

di: Francesca Capizzi - del 2018-03-12

Immagine articolo: Il cinema, la Tv, il Teatro. Intervista a Fabrizio Ferracane tra set e l'amore per Torretta Grantola
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  • L’attore siciliano Fabrizio Ferracane  stavolta ha girato   nel profondo nord nella Val Grande. É fra i protagonisti dell'opera  seconda del regista Emanuele Caruso,  "La terra buona",  che da una settimana  ha la media di spettatori per schermo più  alta in Italia. 

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  • «Nel cuore inaccessibile del Piemonte - dice l'attore castelvetranese, trovando un'analogia con l'Aspromonte - mi sono sentito un po’ come ad Africo Vecchio, nelle alture impenetrabili della Calabria che sono state per me l’indimenticabile set del film di Munzi"   

    Chi è Mastro, il personaggio che lei interpreta nel film di Caruso? 

    È un medico che ha inventato un farmaco che non fa altro che rafforzare il sistema immunitario. Non ha la bacchetta magica che cancella i tumori ma Mastro dice che grazie a questa terapia farmacologica  e soprattutto con una vita sana lui può fare qualcosa per fermare la  malattia. Non ho avuto peró modo di conoscerlo     

    Cosa vi accomuna? Forse il senso della spiritualità?   

    Ho accettato questo film perché la sceneggiatura è ricca di grande umanità e poi di sacrificio che il regista Emanuele Caruso ha fatto, ci è stato un anno e mezzo a scriverla.  Sia io che Mastro ci siamo isolati, Mastro è costretto a nascondersi perché i Nas, i carabinieri e la polizia lo cercano. 

    Si ritira con il suo assistente Rubio (Cristian Di Sante) nella Val Grande, una zona solitaria e selvaggia, dove prova uno stile di vita naturale totalmente diverso da quello cittadino. Ed è proprio questa la similitudine con il mio personaggio. Quando torno in Sicilia vado spesso a Torretta Granitila e proprio li' sento l’esigenza di isolarmi dal resto del mondo, stacco il telefono e sto un paio di giorni a meditare proprio come fa Mastro. E’ rigenerante.   

    Gli altri due  protagonisti del film sono Giulio Brogi, nel ruolo di padre Sergio e Viola Sandretto, una ragazza alle prese con una battaglia fra la vita e la morte. Sono due attori che già conosceva? 

    Conoscevo Giulio Brogi attore importante per il  teatro italiano ed era un piccolo sogno lavorare con lui. E’ una persona di umanità straordinaria, intende la recitazione come la  intendo io e potevo solo imparare e apprendere da lui. Viola Sartoretto la conoscevo già. E’ stata un’amalgama meravigliosa.   

    Un nuovo modo alternativo di fare cinema..  

    Decisamente. A Verbania gli abitanti ci hanno dato le loro case e quindi  non si è speso soldi per alloggiare negli alberghi. I ragazzi della scuola alberghiera di Domodossola hanno cucinato per noi ed è stato costruita una cucina da campo  dove noi della troupe abbiamo mangiato e poi il cibo proveniente da un grosso sponsor per cast e troupe.   

    Il grande pubblico ha conosciuto Fabrizio Ferracane  per Anime Nere, film rivelazione della scorsa stagione cinematografica.   

    Si, e devo dire che dopo aver interpretato Luciano  in Anime Nere, questo personaggio di Mastro è uno dei più belli che ho fatto su tutti i punti di vista. Ho cominciato con il teatro e continuo a far coincidere entrambe le cose. Tra gli ultimi lavori recenti, il film di Annerita Zambrano “Dopo la guerra”, poi nel film di Andrea Segre “L’ordine delle cose”, Sono stato di recente nel cast della serie “Il Commissario Montalbano”  come protagonista nell’episodio “Amore”. E sto girando su una nuova serie scritta e diretta da Ivan Cotroneo: “La compagnia del cigno”, con protagonisti sette adolescenti innamorati della musica e pronti a tutto per seguire il loro talento.       

    Ma la sua carriera  comincia molto prima, in teatro.. 

    Sicuramente. Adesso tornerò con Rino Marino (attore regista e autore di Castelvetrano) il 6 Aprile a Mazara del Vallo con “La Malafesta” , 14 e 15 Aprile a Messina e a Maggio saremo a Castelvetrano sia con “Ferravecchio” sia “Malafesta”.

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