• A3 dottor Gianni catalanotto
  • cse a3

"Alfano convochi proprietari dei lidi. Turismo a Marinella non fa girare economia. Sì ad accordi con alberghi". Intervista a Gaspare Giglio

di: Doriana Margiotta - del 2020-05-22

Immagine articolo: "Alfano convochi proprietari dei lidi. Turismo a Marinella non fa girare economia. Sì ad accordi con alberghi". Intervista a Gaspare Giglio

L’estate 2020 si preannuncia rovente a causa delle regole imposte dal nostro Governo  per la protezione e la sicurezza di tutti i cittadini. Ma se da un lato si vuole proteggere la salute di tutti , dall’altro si pensa alle ricadute economiche provocate dal lockdown. 

  • clemente edilizia a7
  • Gli stabilimenti balneari, ristoranti e strutture ricettive, per adeguarsi alle norme dovranno investire tempo e denaro non solo per la sanificazione, ma per rispettare tutte le regole imposte dall’Istituto Superiore di Sanità.

    Pochi gironi fa il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato che l’estate la trascorreremo senza la quarantena, ma ovviamente si dovrà attendere l’andamento epidemiologico per capire quale decisioni prendere nelle prossime settimane. 

    In questo clima ancora di grande incertezza, la redazione ha intervistato uno dei protagonisti dell’estate selinuntina, la memoria storica, come ama definirsi, del turismo del nostro territorio, il signor Gaspare Giglio, meglio conosciuto come Jojò, proprietario del Lido Zabbara a Marinella di Selinunte. Con lui abbiamo fatto un tuffo nel passato di questa splendida borgata. 

    Lei è stato uno dei primi ad essere proprietario di un lido a Marinella di Selinunte?

    A onor di cronaca no. Prima di me esistevano già diversi lidi, in particolare due, quello dove ho lavorato da giovane come bagnino, il Lido Azzurro che aveva anche un bar, un ristorante e un piccolo albergo con poche camere, e il secondo era il Lido Verde che si trovava di fronte il ristorante Pierrot. Io sono stato solo il terzo, e sono nel settore da 50 anni ormai.

    Posso considerarmi la memoria storica del turismo selinuntino, avendo sulle mie spalle 77 primavere.  Storicamente nei primi del '900 i lidi balneari erano al porto e ci sono delle bellissime foto che lo testimoniano. La clientela era locale e la stagione balneare durava poco, perché si usava trascorrere l’estate in campagna.

    Arrivavano in treno alla stazione di Selinunte, che a quel tempo era in piena attività, non solo da Castelvetrano ma anche dai paesi vicini, e la loro permanenza durava solo un giorno. La mia esperienza è stata diversa, perché quando ho iniziato la mia attività si stava sviluppando il turismo vero e proprio grazie alla fruizione del Parco Archeologico. 

    I turisti degli anni ‘60 erano archeologi e venivano a Selinunte per motivi culturali legati al nostro parco. Non c’erano molti alberghi, solo il Lido Azzurro con solo 6 camere disponibili, e i pescatori della zona cedevano le loro camere soprattutto a studenti di archeologia, una sorta di B&B dei giorni nostri.

    A fianco a questa tipologia di turisti c’erano scrittori di un certo livello per citarne uno su tutti  Carlo Levi per esempio, molti giornalisti e, soprattutto, manager, insomma un turismo elitario.

    La borgata ospitava questo turismo di nicchia che voleva vivere l’esperienza di una vacanza più rilassata e lontano dall’agiatezza a cui erano abituati. Deve pensare che, a quei tempi, c’erano parecchi problemi d’acqua e per farsi la doccia si usavano le bottiglie e i turisti dell’epoca accettavano di buon grado questi inconvenienti.

    Spesso cenavano con i pescatori e si facevano raccontare le loro avventure in mare, gustando la nostra cucina locale. Una vita sicuramente più spartana ma molto apprezzata da questa tipologia di clienti.

    Quelli degli anni ’60 erano i veri visitatori, cioè chi voleva conoscere tutti gli aspetti di un territorio. Io amavo quel tipo di turismo perché ti dava la possibilità di avere un rapporto più personale, un turismo che viene, prende ma dà.

    Negli anni ’80 cambia tutto, arriva il turismo di massa. Da lì la costruzione di grandi alberghi e strutture ricettive che andando in concorrenza, abbassavano l’offerta per portare sempre più gente. Un turismo più usa e getta.

    Secondo me ad oggi i posti letto a disposizione sono sovradimensionati rispetto a quello che può offrire la nostra piccola borgata. E’ un turismo che non fa girare l’economia locale perché questi colossi sfruttano il territorio ma non danno nulla in cambio. Un turista che non spende sul territorio, perché all’interno delle strutture che lo ospita non manca nulla e di conseguenza non fa girare l’economia locale.

    Il degrado del territorio è dato anche da questa tipologia di turismo che non spende nelle nostre botteghe, nei nostri negozi e nelle varie attività commerciali presenti sul territorio. Capisco che non si può invertire la rotta, ma ci si dovrebbe attivare affinché questi turisti penitrino il territorio.

    L’Amministrazione dovrebbe creare degli accordi con questi grossi alberghi per far ripartire il turismo, facendo assumere personale locale che ormai grazie al nostro istituto alberghiero forma veri e propri professionisti del settore e  promuovendo i prodotti locali. Solo così la nostra economia farebbe grosso balzo in avanti e potremmo vivere tutto l’anno di turismo

    Cosa dovrebbe fare il Governo per aiutare il vostro settore?

    Ci vorrebbe innanzitutto un po’ di chiarezza. Il Governo ha dichiarato che dal 4 maggio potevamo iniziare i lavori di manutenzione dei lidi balneari, ma per il resto c’è molta confusione, soprattutto per le regole da mettere in campo per far rispettare le misure anti covid.

    Molti di noi si stanno organizzando in autonomia, cercando di accelerare i tempi per essere pronti per la riapertura. C’è troppo fai da te e questo non è possibile. Ma oltre a preoccuparmi ovviamente dell’organizzazione del mio lido, le mie perplessità sono su come sarà gestita la spiaggia libera e mi chiedo come avverranno i controlli.

    Oltre a dover mantenere le distanze tra gli ombrelloni, si dovrà stare molto attenti ai bambini e al loro modo di giocare. Come sarà possibile controllare tutto se non ci si organizza per tempo? La spiaggia libera è una responsabilità per il Sindaco che dovrà capire come utilizzare le risorse a sua disposizione per la sicurezza dei cittadini.

    A mio parere sarebbe il caso di creare un tavolo tecnico con i proprietari dei lidi, che hanno una conoscenza adeguata del lavoro da fare per la messa in sicurezza delle nostre spiagge. 

    I problemi di sicurezza che potrebbero sorgere quest’estate saranno molteplici e purtroppo ne corrisponderà il Sindaco, proprio per questo dovrebbe muoversi in fretta prima della riapertura della stagione estiva. Una soluzione, secondo me, sarebbe quella di assumere dei bagnini professionisti che hanno la preparazione tecnica adeguata .

    Inoltre, mi preme dirlo per dovere di cronaca che se quest’ estate dovessero sorgere problemi  nell’utilizzo della mia scalinata che porta al lido, sarò costretto a chiuderla al pubblico per ragioni di sicurezza e limitare l’accesso solo ai miei clienti.

    Che tipo di turismo dobbiamo aspettarci per la stagione 2020?

    Sarà un turismo domestico. Ci sarà la gente del luogo e riaprendo l’accesso alle altre regioni si potrà sperare nel turismo prettamente italiano. Capisce bene che questa sarà una stagione anomala, una sorta di ritorno al passato ma non abbiamo alternative

    Quale futuro prospetta per il nostro paese?

    Per uscire dalla crisi ci vuole assolutamente il vaccino, così avremo la sicurezza necessaria per poter tornare alla normalità. Fino ad allora dobbiamo convivere con il virus, un’ospite sicuramente indesiderato, ma dobbiamo creare nuove strategie per poter vivere in sicurezza. Per quest’anno la stagione è persa, ma dobbiamo avere il coraggio di reinventarci anche con l’aiuto della tecnologia, che già nel periodo di quarantena c’è stata di grande aiuto.

    L’utilizzo delle App è una buona soluzione, si potrà ordinare sotto il proprio ombrellone, senza la necessità di andare al bar del lido, evitando file e problemi vari. E’ sicuramente un modo nuovo di fare il nostro lavoro, ma necessario per poter risollevare le nostre finanze. Chi come me è proprietario di un’attività dovrà rispettare tutte le regole per dimostrare che teniamo alla sicurezza dei nostri clienti.   

    Ringraziamo il Signor Giglio per il “ il viaggio nel tempo” che ha rivelato una Selinunte diversa, forse più vivace. Io per prima sono rimasta affascinata dal suo racconto pieno di particolari inediti che probabilmente la mia generazione non conosce. Ricordiamoci sempre che la memoria serve a non dimenticare quello che siamo stati.

    Vuoi essere aggiornato in tempo reale sulle notizie dalla Valle del Belìce? Clicca “Mi piace” su Castelvetranonews.it o seguici su Twitter

    p1 villa catalanotto