Una pandemia parallela di criminalità. Le mafie puntano a vaccino definito “l’oro liquido del 2021”
di: Dott. Francesco Marino criminologo - del 2020-12-24

Da qualche giorno le agenzie di sicurezza internazionali avvertono che sarebbe consistente l’interesse della criminalità organizzata verso i nuovi vaccini prodotti per contrastare la pandemia di covid 19. Pare che l’allarme lanciato sia da considerare preoccupante. Sembra che i vaccini rappresenterebbero per le mafie “l’oro liquido del 2021”.

Secondo Juergen Stock, alla guida dell’Interpol, il loro traffico illecito potrebbe incrementare drasticamente il volume d’affari della criminalità internazionale. Sappiamo che il virus è ormai diffuso in tutti i continenti e sarebbe seguito con interesse da un’ondata di criminalità, insomma, aspettiamoci “una pandemia parallela di criminalità” avrebbe detto lo stesso capo dell'Interpol!
Non è irreale, quindi, attendersi atti criminali come furti nei magazzini di stoccaggio dei vaccini o attacchi alle loro spedizioni. La corruzione sarà dilagante in diversi paesi per accaparrarsi velocemente il vaccino. È facile prevedere la proliferazione di laboratori clandestini che possano produrre ingenti quantità di antidoti contraffatti da destinare, in particolare, ai popoli più deboli con controlli sanitari blandi.

La falsificazione di medicinali si può considerare uno dei fenomeni criminali globale più odiosi ma anche più remunerativi per le cosche mafiose. Per Domenico Giorgio, che ha curato uno studio specifico per l’A.I.F.A. (Agenzia Italiana del farmaco), il volume d’affare mondiale derivante dalla contraffazione dei farmaci non sarebbe inferiore a 75 miliardi di dollari.
Uno dei nostri comandanti dei NAS, Generale Cosimo Piccinno, in un’intervista rilasciata il 2 dicembre 2014 al quotidiano “Il Sole 24 Ore”, ha dichiarato che le mafie internazionali investono grossi capitali sui farmaci illegali e contraffatti. L’alto ufficiale ha spiegato che un euro investito su uno stupefacente rende 16 volte mentre se investito sui farmaci contraffatti rende 2.500 volte.
Purtroppo la storia della contraffazione dei farmaci per opera della criminalità ci racconta che nel 1992, sono morti 233 bambini in Bangladesh dopo avere assunto uno sciroppo contenente dell’anticongelante mentre nel 1995 oltre 2.500 persone sono deceduti in Nigeria a causa di vaccini contraffatti. Nel Niger 50.000 bambini sono morti dopo avere ricevuto una vaccinazione antimeningite che in seguito a opportuni controlli è risultata falsata.
Una Ong che aveva acquistato 100.000 confezioni di “artemisinina" da distribuire nel Myanmar (ex Birmania), per una campagna contro la malaria, ha scoperto per fortuna in tempo che l’intera partita era contraffatta.
Questa calamità non interesserebbe solo i Paesi in via di sviluppo. Secondo l’O.M.S. si stima che nei soli Stati Uniti 125.000 persone muoiono ogni anno per avere ingerito farmaci contraffatti. Ancora l’O.M.S. reputa che il 30% dei farmaci immessi sul mercato africano sono imitati e ha scoperto che quasi la metà dei farmaci venduti in Angola, Burundi e Congo è di scadente qualità.
Una delle difficoltà principali nella lotta alla contraffazione dei farmaci sembra sia il metodo criminale di produrre in luoghi diversi, i diversi componenti come la capsula, la sostanza in polvere o liquida, il contenitore di plastica, la scatola, l’etichetta, il foglietto delle istruzioni, che quindi diventerebbero tutti difficili da identificare. I Malfattori, assemblerebbero il prodotto all’ultimo istante riducendo, pertanto, la possibilità di essere individuati e perseguiti.
Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi industrializzati con efficaci sistemi di ordinamento, tracciamento e controllo del mercato, vale a dire Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, gran parte dell’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America, l’opera criminale dei malfattori appare sufficientemente contrastata e l’incidenza della circolazione di farmaci contraffatti sarebbe generalmente bassa.

















