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La Dad, l’assenza di socialitá e la tristezza sempre più diffusa tra gli alunni

di: Dott.ssa Fabrizia Modica - del 2021-01-21

Immagine articolo: La Dad, l’assenza di socialitá e la tristezza sempre più diffusa tra gli alunni

Un breve sondaggio da me condotto, utilizzando il canale preferito dai giovani, quello social, ha messo in luce sentimenti ed emozioni contrastanti che gli studenti di oggi provano in relazione al tema della tanto discussa DAD. 

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  • Alla domanda “Ti piacerebbe tornare a svolgere lezione in aula” il 68% risponde di sì. Basta fermarsi un attimo a pensare e capiremo che questo dato non è per nulla sorprendente. La scuola e l’università infatti rappresentano luoghi in cui l’individuo ha la possibilità di confrontarsi, rapportarsi ai propri simili, creare legami ed esprimere la propria voglia di socialità.

    La DAD ha interrotto il processo di socializzazione, fondamentale per lo sviluppo dell’individuo.  La seconda domanda “Cosa ti manca di più della regolare vita scolastica/universitaria?” ha unito la maggior parte degli studenti che non hanno avuto dubbi sulla risposta. Ben l’85% ha infatti dichiarato di sentire la mancanza di compagni/colleghi. I compagni di classe, così come i colleghi di università, rappresentano una parte fondamentale della vita didattica di un individuo. La loro assenza, alimenta lo sconforto che si fa pressante in questo periodo.

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  • Basta pensare che durante un’interrogazione, incrociare lo sguardo di un compagno può regalare serenità e appoggio; la ricreazione diventa momento di scambio, di confidenza, di gioco. Tutto questo viene meno con la DAD. 

    Altra domanda che ha generato un risultato quasi unanime è quella riguardante il carico di studi. Alla domanda “Consideri il carico di studi assegnato durante la DAD adeguato?” il 74% dei partecipanti al sondaggio risponde no. Moltissimi dei miei giovani pazienti (anche quelli più volenterosi) hanno spesso lamentato la difficoltà nel portare a termine i compiti assegnati.

    La difficoltà è inoltre amplificata dal fatto che non esiste uno stacco tra la fine della lezione e l’inizio dello svolgimento dei compiti. Gli studenti, trovandosi già a casa non hanno mai la percezione di staccare un attimo la propria attenzione dallo studio e così si sentono più stanchi e meno motivati durante lo svolgimento dei compiti. 

    Le ultime due domande approfondivano l’aspetto psicologico e credo che sia il dato che più deve preoccuparci. Il 97% degli studenti dichiara di provare paura, tristezza e di sperimentare stati ansiosi e il 26% di questi non confida a nessuno le proprie preoccupazioni preferendo tenersi tutto dentro. Rivolgo quindi il mio invito ai genitori ad attenzionare lo stato emotivo dei propri figli, a comunicare più possibile con loro chiedendo aiuto ad un professionista nel caso emergessero dei comportamenti allarmanti. 

    Dott.ssa Fabrizia Modica  [email protected]

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