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Quando il restauro era talento, passione e dedizione. Nel ricordo di Giuseppe Basile a distanza di otto anni dalla sua scomparsa

di: Doriana Margiotta - del 2021-06-14

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Sabato 5 giugno si è aperto ufficialmente “l’anno carolino”, a cui seguiranno una serie di eventi per onorare la memoria di don Carlo D’Aragona e Tagliavia, primo Principe di Castelvetrano. L’apertura delle celebrazioni è avvenuta all’ex- convento dei Minimi, oggi centro polivalente di cultura “Giuseppe Basile”.

  • clemente a7 novembre 2021
  • L’inaugurazione di questo centro culturale, è avvenuta in occasione della Festa della Repubblica nel 2016, e fu l’intitolato ad un nostro concittadino, storico dell’arte castelvetranese, scomparso tre anni prima, il professore Giuseppe Basile.

    Giuseppe Basile è stato uno storico dell’arte, critico d’arte e saggista italiano, specialista nella teoria del restauro. 

    Nasce a Castelvetrano il 2 gennaio 1942. Nel 1964 si laureò in Storia dell'Arte all'Università di Palermo con Cesare Brandi trasferendosi subito a Roma per frequentare tra il 1965 ed il 1967 la Scuola di Perfezionamento in Storia dell'Arte della Università “La Sapienza” che aveva, allora, come Direttore Giulio Carlo Argan. 

    Tra il 1965 ed il 1967 è stato anche collaboratore, con borsa di studio dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte (INASA), della Galleria nazionale d'arte moderna mentre, sempre a partire dal 1965 Assistente volontario presso la Cattedra di storia dell'arte medievale e moderna di Palermo.

    Per alcuni anni, dal 1967 al 1976 insegna Storia dell'arte e Italiano e storia nelle scuole secondarie superiori.  Dal 1976 diviene funzionario storico d'arte presso il Ministero per i Beni culturali ed ambientali, assegnato alla Galleria nazionale d'arte moderna a Roma mentre dopo 5 mesi viene trasferito presso l'Istituto centrale del restauro. 

    Presso l'ICR ha assunto prima, tra il 1976 ed il 1980, la direzione ad interim del Servizio interventi sui beni architettonici e dell'Ufficio Tecnico dell'ICR, poi, tra il 1981 e il 1987 anche la direzione della Sede staccata del San Michele. 

    Dal 1987 e sino alla pensione ha diretto il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici dell'ICR. Sotto la sua direzione sono stati eseguiti alcuni tra i lavori di maggior complessità e prestigio che l'ICR abbia affrontato in quegli anni.

    Tra questi occorre ricordare l'intervento sugli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova e l'intervento di ricostruzione degli affreschi nelle volte crollate a seguito del terremoto nella Basilica di San Francesco ad Assisi

    A partire dall'anno accademico 1991 - 92 assunse anche l'incarico di docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell'arte all'Università “La Sapienza” di Roma e poi presso il Dipartimento di Storia dell'Arte. La materia insegnata era Teoria e storia del restauro delle opere d'arte e Basile mantenne l'incarico di insegnamento sino alla sua morte. 

    Dal 1995 divenne membro ordinario della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa e della Pontificia commissione di archeologia sacra. 

    Negli ultimi anni, soprattutto in coincidenza con il centenario della nascita di Cesare Brandi, ha promosso numerosi incontri e convegni volti ad approfondire i contenuti del pensiero e dell'attività dello studioso senese e la traduzione in numerose lingue della “Teoria del restauro”, principale testo di Brandi sulla teoria del restauro.

    Malato da tempo è scomparso nel 2013 all'età di 71 anni, ed è sepolto nel cimitero romano di Prima Porta. 

    Facendo una ricerca sulla sua vita professionale, nel lunghissimo elenco dei lavori di restauro diretti personalmente da lui, si deve assolutamente ricordare il contributo che diede, insieme ad un gruppo di restauratori dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel recupero della Cappella della Maddalena, che si trova all’interno del nostro Duomo, una delle opere più importanti risalenti agli ultimi del Cinquecento ad opera di Tommaso Ferraro.

    Ebbe un ruolo molto importante per gli interventi conservativi dopo il terremoto della Valle del Belice nel 1968, ma purtroppo non fu ascoltato quando si oppose alle ruspe che hanno deturpato per sempre la Chiesa di San Giuseppe.

    Il professore Basile dedicò per anni, spesso in modo disinteressato, il suo impegno come storico dell’arte e grande esperto di restauro alla Chiesa di San Domenico, che lui considerava un museo vero e proprio, perché ricco di arte e storia, dalla Madonna di Loreto, al dipinto su tavola raffigurante San Vincenzo Ferreri, al Monumento sepolcrale in marmo. Aveva assolutamente ragione a definirlo un vero e proprio museo.

    La nostra redazione ha voluto ricordare il professore Giuseppe Basile, nell’ambito della sua rubrica storica “Castelvetrano Ricorda”, e questo nostro concittadino fa parte di quella “cerchia di illustri” che hanno contribuito a far splendere questa città.

    Giuseppe Basile è un orgoglio castelvetranese.

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