"Sanità negata, cittadini traditi: basta assenze e basta silenzi. Il Belice pretende rispetto". La nota della consigliera Enza Viola
di: Comunicato Stampa - del 2025-09-09

Ormai, quando si parla di questioni fondamentali che riguardano l’intera collettività – come l’ospedale di Castelvetrano – i politici non hanno più neanche il coraggio di metterci la faccia. Una volta si presentavano alle passerelle, oggi nemmeno quelle. E sapete perché? Perché non hanno risposte da darci e non sono in grado di rappresentarci nelle sedi istituzionali giuste. È proprio per questo che non vengono.

È tempo di dire basta alla politica delle chiacchiere: serve una mobilitazione concreta. È necessario che tutti i consiglieri comunali della Valle del Belice, i presidenti dei consigli e i sindaci si facciano promotori di un movimento di protesta davanti all’ARS, per essere ascoltati direttamente dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Mi ero prenotata l’intervento al consiglio comunale aperto che oggi si è svolto a Castelvetrano, ma per questioni di tempo e di scelte non ho avuto modo di esprimere la mia opinione che voglio però condividere con tutti.

Ancora una volta abbiamo assistito a una passerella politica fatta di parole e dichiarazioni. Non è mancata l’attenzione ai contenuti, ma è mancato l’approfondimento rispetto alla verità dichiarata dal nostro sindaco. Il documento presentato a maggio, con una proposta concreta di miglioramento della rete ospedaliera, non è mai stato letto né preso in considerazione, nonostante fosse stato consegnato direttamente anche ai membri della VI Commissione sanità dell’ARS, compreso il suo presidente.
Ma ciò che ha pesato di più è stata l’assenza, assordante e ingiustificabile, di figure che avrebbero dovuto rappresentare la voce del nostro territorio:
- l’on. Turano, deputato regionale della provincia e Assessore della Giunta Schifani, quindi soggetto di governo;
- l’on. La Rocca Ruvolo, componente della VI Commissione sanità;
- l’on. Pellegrino, anch’egli componente della VI Commissione sanità;
- l’on. Bica, deputato della nostra provincia.
Assenze che pesano come un macigno, perché proprio questi rappresentanti avrebbero il compito di portare nelle sedi istituzionali le istanze del territorio e difendere la rete ospedaliera che riguarda la vita dei cittadini.
Sono contraria a chi ancora oggi giustifica o solleva il declassamento dell’Ospedale di Castelvetrano collegandolo alla vicenda di Matteo Messina Denaro. Castelvetrano non può essere marchiata per sempre per aver dato i natali a un boss mafioso che è diventato il capro espiatorio di tutte le mancanze, delle negligenze e delle omissioni della politica e della società civile. Se l’ospedale è stato declassato non è colpa di questa città, ma è stata una scelta precisa della politica. La stessa che – come nei consorzi di bonifica – ha mostrato la propria forza solo in alcuni territori della Sicilia, penalizzandone altri.
La sanità non può continuare a essere un baraccone politico gestito da logiche di potere e nomine calate dall’alto. Serve un impegno concreto, servono investimenti reali, servono scelte basate sui bisogni del territorio e non sugli equilibri di partito.
È ormai evidente che esiste un chiaro progetto politico volto a smantellare la sanità pubblica in favore di uno sviluppo crescente del privato convenzionato. In Sicilia, solo nel 2022, quasi il 24% della spesa sanitaria regionale è finita nelle cliniche private, mentre i fondi per la sanità pubblica sono rimasti invariati. A livello nazionale, critici e osservatori denunciano che molti governi hanno favorito una “privatizzazione silenziosa”, in cui le risorse pubbliche sono progressivamente drenate verso strutture e assicurazioni private.
Il declassamento dell’ospedale di Castelvetrano è un colpo alla sanità della provincia e ai diritti dei cittadini. Servono investimenti in medici, reparti e servizi, per costruire una rete ospedaliera che risponda davvero alle esigenze della Valle del Belice e dell’intera provincia, valorizzando ogni struttura per ciò che può offrire.
È il momento di passare dalle parole ai fatti. La politica regionale deve assumersi le proprie responsabilità davanti a un’intera comunità che chiede, con forza e dignità, il diritto alla salute.

















