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C'era una volta la Baffo's Castelvetrano, società nata per il settore giovanile

di: Salvatore Di Chiara - del 2025-11-19

Immagine articolo: C'era una volta la Baffo's Castelvetrano, società nata per il settore giovanile

Quanto è importante il settore giovanile in una società dilettantistica? Nelle ultime puntate di Sportivamente, gli amici Bonanno e Sinacori hanno approfondito l’argomento. L’amarcord di oggi ci porta indietro nel tempo, precisamente alla fine degli anni Ottanta. Oltre alla gloriosa società rossonera della Folgore, in città fu fondato un nuovo settore giovanile: la Baffo’s di Castelvetrano.

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  • Uno dei soci fondatori fu l’ex allenatore delle giovanili prima e segretario della Folgore dopo Giovanni Bivona. Un uomo di sport, un uomo di grande temperamento. Gli obiettivi principali si fondevano sul rispetto, l’educazione alla disciplina, la maturità sportiva e il senso di appartenenza. Sin dai primi anni, la società mantenne un profilo con regole ben precise. Il signor Bivona seppe costruire un settore giovanile che amava valorizzare tantissimi giovani, a tal punto da creare diverse squadre nelle varie categorie.

    Sin dai primi calci i ragazzi sognavano il grande salto. La credibilità della Baffo’s fu ottenuta grazie alla partecipazione ai massimi tornei giovanili regionali. E qui, senza ombra di dubbio, entrano in gioco i ricordi, le statistiche e alcuni risultati insperati. Alla vittoria di un torneo “Esordienti” con 9 vittorie su 10 (con tanto di spareggio simbolico contro il Partanna e vinto allo Stallone Castro per 2-1, con reti di Cavarretta e Dilluvio), seguirono una serie di risultati importanti. Oltre all’aspetto puramente tecnico, una nidiata di giovani crebbe a dismisura. Dai cugini Pizzitola (Stefano e Nicola) fino agli stessi Dilluvio, i fratelli Cavarretta, il portiere Vaiana, l’attaccante Giardina, i fratelli Bellante, il piccolo tornante Giaramita e tanti altri.

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  • Di notevole importanza fu il torneo riservato alle matricole “Libertas”. La sconfitta in finale (disputata al Paolo Marino) contro la Libertas Bisconte per 0-1, tolse ai ragazzi castelvetranesi la possibilità di disputare la fase nazionale. Anche i tornei regionali videro, con risultati alterni, annate soddisfacenti ad altre meno entusiasmanti. Da menzionare il torneo 1998/99 con il raggiungimento del terzo posto finale dietro ai mazaresi dell’ Aurora e la Verdenero Sciacca. I ragazzi allenati da Peppe Curiale furono gli unici a battere (3-1 finale, all’ultima giornata) i pari età del Trapani Calcio di Galati, Avarello e company.

    La stagione si concluse con il triangolare della Coppa Lo Cascio (triangolare). Le sconfitte contro l’Elenka Tommaso Natale di Oddo (ex allenatore dello Sciacca) e il forte Atletico Catania, chiusero una stagione da record. Rimangono scolpite nella mente i derby contro la Folgore. In particolare, quelli disputati nel torneo Allievi Regionali. Dopo diversi incontri nei tornei provinciali, finalmente le due compagini diedero vita a derby intensi. Alla prima giornata di andata, la Folgore piegò i ragazzi di Totò Curiale solo nei minuti finali.

    Le reti di Fichera e Ampola regalarono i tre punti ai padroni di casa. La gara di ritorno - dopo due rinvii (pioggia e mancata presentazione dell’arbitro) - vide la Baffo’s battere i rossoneri per uno a zero. La rete di Blando regalò una vittoria insperata alla vigilia. Alcuni buoni elementi furono ingaggiati dalla Beretti del Marsala Calcio (allenata da Gigi Carducci). Tra questi, il fantasista Ciccio Dilluvio, il terzino fluidificante Filippo Balbestri, l’attaccante Blando e il forte marcatore Sergio Parisi. Una soddisfazione, arricchita dalla nascita di una prima squadra che potesse dare la possibilità ai giovani di andare oltre il torneo Allievi o Under 18. Il raggiungimento della Prima Categoria fu un risultato straordinario.

    Nel tempo, in panchina sedettero i vari Calandrino, Romano, Nastasi e Totò Curiale. Il bomber Aldo Tilotta chiuse la carriera proprio con la seconda squadra di Castelvetrano. Corsi e ricorsi storici confermano l’importanza di un settore giovanile a qualsiasi livello. Le rivalità sono oggetto di passione e miglioramento. Un modo per togliere i ragazzi dalla strada e dare un segnale alla società “disumana” di oggi. I giovani devono ritrovare gli stimoli per divertirsi. Farlo con le dovute attenzioni. Una crescita che non sia solo fisica, ma concentrata sui valori e ideali etici. Lo sport deve tornare (a partire dai Giochi della Gioventù) un simbolo da seguire. È la migliore strada per non disperdere le nuove generazioni.

    Il calcio, e in particolare la Folgore, hanno bisogno di capire cosa vogliono fare da grande. La concorrenza (senza dimenticare la società A.S.D. Castelvetrano Selinunte) è uno stimolo che potrebbe, alla lunga, rappresentare una sorta di forza motrice. La Baffo’s è stata per un quindicennio un progetto di valore. E allora sorge spontanea una domanda: perché non rivivere i fasti d’un tempo?

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