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Castelvetrano ricorda, Angelo Marrone, un salemitano alla corte della nostra città

di: Salvatore Di Chiara - del 2026-05-17

Immagine articolo: Castelvetrano ricorda, Angelo Marrone, un salemitano alla corte della nostra città

“Ore dieci: silenzio. In SUO onore, mentre l’eco della calda voce riecheggia ancora nei nostri cuori. Breve la SUA compagnia, ma duraturo il ricordo dell'uomo onesto e leale. Ci angustia il pensiero
che forse non siamo riusciti a lenire il SUO stanco dolore”. Nella poesia “29 Marzo” della prof.ssa Maria Allegra dell’Istituto Tecnico Commerciale di Castelvetrano, il ricordo vivo per un uomo tutto d’un pezzo: Angelo Marrone. Lui, salemitano di nascita e trapanese di adozione, visse diverse fasi della sua vita. E tra queste, senza nulla togliere alle numerose iniziative portate avanti, il periodo castelvetranese risultò essere di grande importanza. Prima di entrare nei dettagli, ricordiamo il personaggio, l’uomo, lo spessore.

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  • Il prof. Marrone nacque nel 1919. Nella sua lunga carriera di lavoratore, marito e padre di famiglia, seppe vivere sempre con il sorriso. Sin dall’adolescenza crebbe lo spirito battagliero, quello di
    affrontare ogni singolo momento con enfasi. Cresciuto sotto l’ala protettiva della famiglia e avviato alla formazione cattolica, la fede religiosa fu uno degli elementi che lo contraddistinsero. I valori umani rappresentavano la giusta condizione per affrontare la quotidianità. Che fosse nel ruolo di insegnante prima, preside dopo, o direttore del Collegio Provinciale d’Arti e Mestieri di Trapani, non contava. Ne esaltava i concetti di appartenenza e credo morale.

    Questi, divenuti il faro della vita, furono gli strumenti che permisero di superare i momenti più dolorosi. Dopo aver perso (nello stesso giorno) il suocero e la consorte, trasmise ai figli (tre) lealtà, correttezza e disciplina. Elementi - secondo il docente - da portare avanti per raggiungere gli obiettivi. E lui, grazie a tanti amici, decise di dare forma e sostanza alle proprie idee con la fondazione de “Il Faro”. Era un “quindicinale” che si occupava del territorio. Informare la gente dei fatti e misfatti della provincia era un atto dovuto. Dall’informazione corretta ne conseguiva la conoscenza. Un altro aspetto che lo legò al nostro territorio fu l’attività politica.

    Divenuto sindaco della città di Salemi per un paio di anni (1944-1945), fu uno degli esponenti provinciali di spicco dell’allora DC. Credeva molto nei valori democristiani della famiglia e della scuola. Dopo aver ricoperto il ruolo di segretario provinciale si dimise, in disaccordo con il cambiamento in atto. Non si riconosceva più nei valori del partito. Una svolta epocale che dimostrò - semmai ce ne fosse bisogno - la caratura dell’uomo prima, e del personaggio dopo. Lui sosteneva la generosità. Quando ricoprì il ruolo di Direttore del Consorzio Provinciale per l’Istruzione Tecnica e quello di Presidente dell’Istituto Casa di Riposo “Serraino Vulpitta”, comprese ancor di più quanto i rapporti umani fossero alla base delle scelte.

    E nel suo lungo peregrinare ecco la chiamata dell’Istituto Tecnico Commerciale per ricoprire il ruolo di preside. Una figura di prim’ordine. Non si tirò indietro, mai poté farlo di fronte alla nuova sfida. Il primo grande impegno che assunse fu quello di “velocizzare” i tempi burocratici per la sistemazione organica dell’Istituto. Era un uomo che odiava la lentezza, perché - in campo lavorativo - riduceva la competitività e l’assetto organizzativo. Ecco come lo descrisse Vincenzo Avoli, Presidente del Consiglio dell’Istituto Tecnico Commerciale: “Angelo era un uomo buono, d’altri tempi. Ogni giorno si spendeva per tutti, a partire dai ragazzi fino al personale scolastico. Le doti di umanità, bontà, altruismo e correttezza facevano parte del suo immenso bagaglio. L’umiltà nascondeva - senza artefizio - la fermezza del suo carattere. Trovava nella scuola la sua arma per non cadere nello sconforto. Anche nelle situazioni peggiori sapeva trarre, grazie al suo impegno, le forze per non mollare. La scuola perde un uomo valoroso, un vero combattente. Non sarà mai dimenticato”.

    Angelo Marrone spese le ultime energie per migliorare l’assetto scolastico castelvetranese. Trovò nella nostra città la tenacia dei vecchi tempi. Si pose tanti obiettivi da raggiungere e, nonostante uno stato di salute abbastanza provato, lottò fino all’ultimo giorno di vita per costruire una scuola all’avanguardia. I successori seppero trarre il meglio dal suo lavoro. Perché i morti vivono nel ricordo dei vivi e Angelo Marrone vivrà perché non sarà dimenticato.

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