Elezioni nel Trapanese: il voto punisce i giochi di palazzo
di: Redazione - del 2026-05-26

Le elezioni amministrative nel Trapanese segnano una chiara bocciatura dei giochi di potere e delle strategie costruite nei palazzi della politica. Da Marsala a Gibellina, fino a Campobello di Mazara, gli elettori hanno premiato candidati percepiti come espressione di cambiamento, concretezza e autonomia politica, punendo invece divisioni interne, personalismi e accordi di convenienza.

In politica gli errori si pagano. Sembra una frase fatta, anche parecchio scontata. Nella realtà, però, è davvero così. A Marsala torna a vincere il centrosinistra e i meriti vanno equamente distribuiti, così come a Gibellina e a Campobello di Mazara.
Andreana Patti vince perché incarna il cambiamento, ma vince anche per l’arroganza di alcuni deputati del centrodestra che, nel tentativo di fare la guerra a Massimo Grillo, finiscono per demolire tutto. Il progetto “Giulia Adamo” era debole in partenza, ma forse alcuni pezzi grossi del centrodestra locale lo sapevano già. Serviva qualcuno per limitare Grillo e costringerlo al ballottaggio, fase politica nella quale solitamente il centrodestra si ricongiunge.

A Marsala, però, non è andata così. “Ero pi futtiri e foru futtuti”. Andreana Patti vince al primo turno e manda a gambe all’aria le piccole strategie di alcuni personaggi politici. I marsalesi si sono dimostrati cittadini attenti e hanno punito questi giochi assurdi da palazzo del Settecento. Marsala infligge una sonora batosta a tutto il centrodestra e soprattutto ad alcuni deputati troppo sicuri di sé. Grillo viene distrutto proprio da chi lo aveva voluto sindaco nel 2020.
A Gibellina, dove Salvatore Sutera si appresta a vivere il terzo mandato, si consuma un’altra “tragedia” politica. Una diatriba interna alla vecchia maggioranza finisce per dare ragione al sindaco uscente. Sutera, nonostante la sfida lanciata dagli ex alleati, vince con notevole distacco. Insomma, tra i due litiganti il terzo gode.
Campobello di Mazara rappresenta invece una pagina politica a sé. Daniele Mangiaracina vince perché in netto contrasto con la linea Castiglione. Mangiaracina marca chiaramente il confine rispetto a chi ha gestito il Comune, mettendo in squadra persone con note distintive chiare e precise. Il neo sindaco vince con il programma, con gli assessori designati e con le sue liste. Un turno elettorale, quello trapanese, che indica chiaramente come l’elettorato condanni i giochi di palazzo e dia fiducia a chi ci mette la faccia senza ordini di scuderia.

















