Estate alle porte, ma Triscina e Selinunte restano ostaggio dei problemi
di: Redazione - del 2026-06-06

Triscina soffocata dai cantieri, Selinunte abbandonata al degrado: mentre si continua a parlare di rilancio turistico, la realtà racconta una storia ben diversa. Da decenni si parla di turismo come principale volano dell’economia castelvetranese. Troppe parole e decine di tavole più o meno rotonde hanno portato a cosa? A vedere Triscina violentata dai lavori per le fognature e Selinunte offesa dalle ennesime prese per i fondelli di alto locati politici da Post? Che squallido risultato. Un pensiero speciale, in tutto questo squallore, va agli operatori economici delle due borgate. A Triscina per andare al mare neanche il satellitare basta. Un groviglio di strade scassate, una marea di deviazioni, una viabilità da paese sottosviluppato, una quantità industriale di polvere, stanno mettendo a dura prova residenti e commercianti.

A Selinunte, il porticciolo sarà lasciato a marcire con la Posidonia e con l’aiuto di lavori stradali fatti a ridosso della stagione. Insomma, un mix di fattori che allontanano i turisti. Anziché attrarre turisti, la situazione attuale è disastrosa. E le colpe sono sempre dei cittadini, mentre gli addetti ai lavori sono sempre immacolati. A Castelvetrano il narcisismo è in notevole aumento e guai a criticare chi comanda. E' ovvio che fare turismo è tutt'altra cosa. Non bisogna andare lontano. Si guardi Castellammare del Golfo.
Il paradosso è che, anziché attrarre turisti, si continua a offrire un'immagine di improvvisazione e trascuratezza. Eppure le responsabilità sembrano ricadere sempre sui cittadini, mentre chi amministra o decide resta puntualmente al riparo dalle critiche. In un clima dove il narcisismo politico appare sempre più diffuso, contestare o sollevare dubbi viene spesso interpretato come un atto di ostilità anziché come un contributo al miglioramento del territorio.

Fare turismo, però, è tutt'altra cosa. Significa programmazione, servizi efficienti, infrastrutture adeguate, manutenzione costante e attenzione verso chi investe e lavora sul territorio. Non serve guardare troppo lontano per rendersene conto: basti osservare realtà vicine che hanno saputo valorizzare le proprie risorse e trasformarle in opportunità di sviluppo.
La verità è che Triscina e Selinunte non hanno bisogno di nuovi slogan o di ulteriori passerelle istituzionali. Hanno bisogno di scelte concrete, di tempi certi e di una visione capace di andare oltre l'emergenza e la propaganda. Perché il turismo non si costruisce con le promesse, ma con i fatti. E finché i fatti continueranno a essere cantieri interminabili, servizi carenti e occasioni perdute, il rischio è quello di vedere sfumare un patrimonio straordinario che potrebbe rappresentare il futuro economico dell'intero territorio. Un futuro che merita rispetto, competenza e responsabilità, non l'ennesima stagione di alibi e giustificazioni.

















