Il lettore scrive: “Marinella, isola ecologica nell’immobile confiscato. Sindaco revochi l’Ordinanza”
del 2026-06-13

Continua a far discutere il tema del conferimento dei rifiuti organici da parte dei ristoratori di Marinella di Selinunte dopo il divieto per i ristoratori di avere propri cassonetti e la successiva ordinanza con cui Lentini ha disposto l’utilizzo di un immobile sito nella centrale via Marco Polo di Marinella per il deposito temporaneo dei rifiuti degli operatori economici della borgata. A riguardo Il lettore Avv. Antonino Leggio ha scritto una lettera aperta alla redazione in cui auspica la revoca dell’ordinanza da parte del primo cittadino:

“C’e da rimanere quanto meno sorpresi dell’ordinanza del Sindaco di Castelvetrano n. 31 del 13 giugno 2026 che ha disposto l’utilizzo di un immobile sito nella centrale via Marco Polo di Marinella per il deposito temporaneo dei rifiuti degli operatori economici della borgata.
Oltre alla evidente violazione della normativa in materia ambientale, (art. 185 bis delD.LGs 3 aprile 2006 n. 152) che in realtà consente il deposito temporaneo di rifiuti effettuato prima della raccolta, nel luogo in cui sono stati prodotti e non, come prevede l’ordinanza, depositati da diversi ed indefiniti “operatori economici”.

In difetto, anche di uno solo dei requisiti della legge menzionata, il deposito viene considerato:
deposito preliminare, alla operazione di smaltimento e in assenza di autorizzazione o comunicazione, è sanzionato penalmente dal DLgs n. 152/06 art. 256 c.1
deposito incontrollato o abbandono, quando i rifiuti non siano destinati a operazioni di smaltimento o di recupero . Tale condotta è sanzionata come illecito amministrativo se posta in essere da un privato e come reato contravvenzionale se tenuta da un responsabile di ente o impresa.
Quanto sopra salvo che non venga ipotizzato il reato di discarica abusiva ex art. 256 c. 3 DLgs n. 152/06.
Nel caso di specie non può essere affidata genericamente agli operatori economici di Marinella di Selinunte, la custodia dell’immobile, la sua sanificazione e l’eliminazione delle emissioni odorigene, ma è il Comune ad avere la responsabilità legale dell’attività che si svolge nell’immobile oggetto dell’ordinanza sindacale.
Per di più vanno considerate le condizioni statiche dell’immobile privo di sicurezza che trovasi abbandonato da oltre dieci anni e che in passato è stato interessato da crolli delle parti esterne con diversi interventi dei Vigili del Fuoco di Castelvetrano.
E’ noto, infatti,che la costruzione dell’edificio è stata interrotta per la confisca giudiziaria e cheoggi è rimasto un vero e proprio cantiere in stato precarioa cui si dovrebbe accedere con elmetto protettivo e scarpe antiinfortunistiche.
Va infine tenuto conto che l’edificio è assolutamente privo di protezione nella parte superiore, pertanto se l’accesso verrà lasciato senza alcun controllo, chiunque potrà salire sul lastrico solare correndo il rischio di precipitare giù. Per quanto sopra si attende la immediata revoca dell’ordinanza illegittima emessa”. Sulla stessa linea di pensiero anche la consigliera Enza Viola che ha espresso perplessità dubbi in ordine all'opportunità di questa soluzione.

















