Genova, investe e uccide un 29enne. Arrestato giovane di Montevago
del 2026-06-16

È originario di Montevago, in provincia di Agrigento, Vincenzo Rametta, l’operaio di 28 anni arrestato dopo il grave investimento avvenuto all’alba di sabato in corso Italia. Nelle ultime ore la sua posizione si è ulteriormente aggravata: alla luce delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e delle testimonianze raccolte dagli investigatori, la Procura ritiene che il gesto possa essere stato volontario. Per questo il pubblico ministero Andrea Ranalli, che coordina le indagini della Squadra Mobile, ha contestato al giovane il reato di tentato omicidio.

La lite all’uscita della discoteca
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i fatti hanno avuto origine intorno alle 4 del mattino all’uscita della discoteca Estoril, dove sarebbe scoppiata una discussione tra due gruppi di giovani.

Rametta si trovava in compagnia di altri due ragazzi. Stando al racconto degli amici della vittima, il gruppetto avrebbe importunato due ragazze, dando origine a una lite fatta di minacce e spintoni lungo la strada. Con il passare dei minuti, gli amici di Rametta si sarebbero allontanati, mentre anche il gruppo della vittima avrebbe iniziato a disperdersi. E.C., 29 anni, avrebbe però continuato a seguire il 28enne, che nel frattempo era salito a bordo della propria auto per lasciare la zona.
Il giovane avrebbe estratto il telefono cellulare, forse per filmare la scena o annotare la targa del veicolo: un dettaglio che gli investigatori stanno ancora verificando. L’investimento e le condizioni della vittima A quel punto, secondo quanto emerge dalle immagini e dalle testimonianze raccolte, Rametta avrebbe inserito la marcia e accelerato rapidamente. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi di una lieve sterzata del veicolo prima dell’impatto.
L’auto ha travolto il 29enne, che si trovava a pochi metri di distanza. Cadendo violentemente sull’asfalto, l’uomo ha riportato gravissime lesioni alla testa. Attualmente è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Martino, dove i medici continuano a monitorare condizioni considerate estremamente critiche.
La versione del 28enne Dopo l’investimento, Rametta avrebbe proseguito la marcia per alcune centinaia di metri prima di fermarsi. Condotto in Questura, il giovane ha ammesso di essere stato alla guida dell’auto coinvolta nell’incidente, negando però qualsiasi intenzionalità. «L’ho investito io, ma non l’ho fatto apposta», avrebbe dichiarato agli investigatori.
«Non me ne sono accorto subito, poi ci ho pensato e mi sono fermato». Gli accertamenti hanno inoltre rilevato un tasso alcolemico pari a 1,15 grammi per litro, oltre il doppio del limite consentito dalla legge.

















