Fiamme nell’ex oleificio confiscato: danni alla sede della Croce Rossa
di: Elio Indelicato - del 2026-06-24

Un vasto incendio, quasi certamente di origine colposa, ha distrutto due capannoni della Croce Rossa, di cui uno appartenente al Comitato Regionale Sicilia. Ingenti i danni. L’incendio si è sviluppato nei capannoni dell’ex oleificio Murania, in contrada Srasatto, nell’area artigianale, bene confiscato alla mafia (come riferito dal Sindaco Lentini in un post social) e assegnato al Comune, che lo ha dato in affidamento alla Croce Rossa. Ci sono volute oltre cinque ore per domare l’incendio. Le fiamme sarebbero partite da un centinaio di metri dai capannoni, trovando facile esca nelle alte erbacce che hanno favorito il propagarsi del fuoco a materiale di risulta in legno appartenente ad altre ditte vicine e da tempo lasciato sul posto.

Il caldo torrido e le folate di vento hanno fatto sì che le fiamme superassero il muro di cinta della struttura, raggiungendo i due capannoni, al cui interno erano presenti materiali infiammabili, materassi, cartoni e vari macchinari in uso alla Croce Rossa. I tetti dei due edifici sono crollati parzialmente. Momenti di paura tra operatori e volontari che si sono prodigati nelle prime fasi dell’emergenza, mentre venivano allertati i Vigili del Fuoco. Una colonna di fumo nero è stata notata anche a una decina di chilometri di distanza.
Le fiamme hanno inoltre danneggiato un altro capannone adiacente alla Croce Rossa. Grazie all’intervento degli impiegati della ditta Keidea, che hanno cosparso d’acqua la parte esterna del loro deposito, si è evitato che il fuoco penetrasse nel capannone. Nel frattempo, i Vigili del Fuoco erano impegnati a spegnere un silos in disuso situato accanto alla stessa azienda, le cui fiamme stavano per raggiungere la struttura. Il fumo provocato dall’incendio delle sterpaglie sarebbe stato notato intorno a mezzogiorno da alcuni passanti; poco dopo, le fiamme si sarebbero propagate ai locali della Croce Rossa. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche il personale dei distaccamenti vicini, i volontari della Protezione Civile e quelli dell’Associazione Vigili del Fuoco in Congedo, sezione di Castelvetrano. Anche autobotti private hanno supportato il lavoro rischioso e professionale dei Vigili del Fuoco.

Il sindaco, Giovanni Lentini, si è precipitato sul posto appena appresa la notizia: «Questi capannoni, confiscati alla mafia e assegnati al Comune, rappresentano un esempio di legalità e di impegno civile. Vanno ricostruiti. Sentirò personalmente i Vigili del Fuoco e seguirò le indagini».
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del Commissariato e della Polizia Municipale, che hanno iniziato a sentire i proprietari dei terreni confinanti. Una voce non confermata parla di alcuni giovani stranieri che avrebbero tentato, non molto lontano dai capannoni, di spegnere delle sterpaglie che avevano preso fuoco. L’incendio coincide con la festa del Santo Patrono della città e getta nello sconforto i numerosi volontari e operatori della struttura, compreso il presidente uscente della locale Croce Rossa, Giuseppe Cardinale, che quotidianamente si impegnano nell’assistenza a giovani extracomunitari e famiglie in difficoltà, offrendo ausili, generi alimentari e supporto amministrativo. Adesso bisognerà attendere il rapporto dei Vigili del Fuoco e degli organi inquirenti per capire se dietro a tutto questo possa esserci anche un atto di origine dolosa.

















