La bandiera e la realtà: il paradosso REIMAR tra riconoscimenti e disagi
del 2026-06-28

Mentre si celebrano riconoscimenti e simboli dedicati alla tradizione marinara, lungo la costa castelvetranese la realtà racconta una storia diversa. Tra il porto di Marinella insabbiato, i disagi causati dalla posidonia e le strade dissestate di Triscina, il divario tra il valore riconosciuto sulla carta e le criticità quotidiane diventa il vero tema della riflessione.

La stoffa della bandiera REIMAR è impeccabile, di quel blu istituzionale che profuma di stanze climatizzate, delibere e grandi opportunità. A Palermo, tra i marmi del convegno “La Sicilia e la pesca: un mare di opportunità”, l’atmosfera delle scorse settimane era intrisa di un solenne entusiasmo. L’Amministrazione Comunale stringeva mani, i delegati sorridevano ai fotografi e i discorsi ufficiali tratteggiavano un futuro radioso, fatto di identità custodite, tradizioni millenarie e tutele culturali per la marineria di Marinella di Selinunte.
Sulla carta, la costa castelvetranese è un gioiello di inestimabile valore immateriale. Poi, però, c’è la materia. Quella vera. A qualche centinaio di chilometri di distanza, a Marinella, il custode di quella gloriosa tradizione marinara – il pescatore locale – guarda un porticciolo che è l'ombra di se stesso. La sabbia, mossa dalle correnti, e i banchi di posidonia accumulatisi negli anni hanno creato una barriera insormontabile. Le barche restano ferme, bloccate in un limbo di burocrazia e natura ribelle, mentre Poseidone sembra farsi beffe dei registri regionali.

La valorizzazione turistica, in questo mese di giugno che apre ufficialmente la stagione, assume il sapore agro di un paradosso perfetto. Proprio mentre si celebra il patrimonio immateriale, le ruspe sono entrate in azione per rimuovere la posidonia abbancata da stagioni. Il risultato? Un "profumo" intenso e persistente che si leva dai cumuli mossi sotto il sole cocente, investendo in pieno i dehors dei ristoranti e i tavolini dei bar pronti per l'estate. I turisti, venuti a cercare il mito di Selinunte per i primi weekend di sole, si coprono il naso, guardando interrogativi i commercianti. Questi ultimi, sospirando dietro il bancone, cercano di vendere l'incanto del luogo mentre l'aria di giugno racconta tutta un'altra storia. Poco più in là, Triscina completa il quadro di una costa ferita. Lì il paradosso si fa ancora più aspro: le strade della borgata sono ridotte a percorsi a ostacoli, impercorribili e dissestate a causa di quei lavori eterni per la rete fognaria e di quelle criticità strutturali che tutti, sul territorio, conoscono fin troppo bene.
Raggiungere la spiaggia o semplicemente trovare un varco per arrivare al mare è diventata una vera e propria impresa, tra buche profonde, polvere sollevata dal vento e una viabilità al collasso che scoraggia residenti e visitatori prima ancora di poter posare i piedi sulla sabbia. Il contrasto è ormai cristallizzato: da un lato la pergamena, l'orgoglio della fascia tricolore e il riconoscimento formale di una storia gloriosa; dall'altro, la quotidianità di un litorale che lotta tra le strade sventrate di Triscina e i disagi di Marinella.
La bandiera REIMAR troverà presto posto in una bacheca del Comune, protetta dal vetro. Fuori, tra le borgate, i cittadini continueranno a navigare a vista, sperando che un giorno, oltre all'identità, vengano finalmente sistemati anche le strade e il porto.
Pietro La Rosa

















