Marinella, Ciminnisi (M5S): "Assurdo! Un bene confiscato alla mafia trasformato in deposito di rifiuti"
di: Comunicato Stampa - del 2026-06-30

Un immobile confiscato alla mafia a Marinella di Selinunte, a pochi passi dal Parco Archeologico, è finito al centro di una polemica dopo essere stato adibito a deposito di mastelli e rifiuti. A denunciare la vicenda è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che insieme al referente del M5S di Castelvetrano, Salvatore Di Benedetto, chiede che venga fatta piena luce sull'utilizzo del bene, confiscato a un presunto prestanome del boss Matteo Messina Denaro.

«I beni confiscati alla mafia non sono immobili qualunque: sono il simbolo della vittoria della legalità sulla criminalità organizzata», afferma Ciminnisi. «Trasformarli in un deposito di rifiuti significa tradire il loro valore, mortificare un territorio straordinario come Selinunte e lanciare un messaggio profondamente sbagliato».
Per questo motivo la parlamentare regionale ha annunciato di aver chiesto la convocazione urgente di una seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana, con l'obiettivo di fare chiarezza sulla vicenda e verificare la destinazione dell'immobile.
Secondo Ciminnisi, i beni confiscati alla criminalità organizzata devono essere restituiti alla collettività attraverso progetti di carattere sociale, culturale o istituzionale, in linea con il loro valore simbolico e con la funzione di riscatto che rappresentano per il territorio. Sulla vicenda si attendono ora eventuali chiarimenti da parte degli enti competenti in merito alle ragioni che hanno portato all'attuale utilizzo dell'immobile.


















