Marinella, porto ancora in difficoltà: la Guardia Costiera denuncia criticità ambientali
di: Comunicato Stampa - del 2026-07-20

Il porticciolo di Marinella di Selinunte continua a fare i conti con una situazione di forte degrado. La Procura di Marsala ha iscritto nel registro degli indagati i responsabili dei lavori di rimozione della posidonia, contestando le ipotesi di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Intanto, nonostante i recenti interventi della Regione Siciliana, il porto resta solo parzialmente fruibile e la Capitaneria mantiene in vigore l'avviso di pericolosità.

Abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sono le ipotesi di reato contestate dalla Procura della Repubblica di Marsala ai responsabili dei lavori di rimozione della posidonia, commissionati dalla Regione Siciliana tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, e mai portati a termine. Le attività di indagine sono state condotte dalla Guardia Costiera di Mazara del Vallo, che già nel dicembre 2025, vista la massiccia presenza di montagne di posidonia abbancata sulle banchine del porticciolo, tra l’altro frammiste a rifiuti di varia natura (plastiche, spezzoni di reti da pesca, pneumatici usati, ecc..), aveva iniziato a studiare le carte del progetto, e ad acquisire informazioni presso la Regione Siciliana per risalire alle cause di tale incuria.
Il progetto in questione, già finito sotto la lente d’ingrandimento della DDA di Palermo lo scorso inverno per note questioni giudiziarie che hanno riguardato le modalità di gestione dell’appalto di gara, prevedeva la tempestiva rimozione di tutta la posidonia prelevata dai fondali del porto, previa separazione e smaltimento dei rifiuti di origine antropica recuperati frammisti ad essa. Tale fase lavorativa, però, sebbene finanziata e prevista dalle carte di progetto, non è mai stata effettuata, in quanto i responsabili dei lavori avevano ritenuto di lasciare tutto in abbandono sul posto, in spregio alle esigenze dei tanti pescatori e diportisti che su quell’area avevano un posto d’ormeggio, con diverse imbarcazioni rimaste letteralmente bloccate tra i cumuli di posidonia, i rifiuti mai rimossi, e la sabbia dei fondali.
E la situazione non è, di fatto, migliorata neanche oggi, quando, in piena estate, con il picco delle attività turistiche e marittime, la Regione ha sostanzialmente portato a termine anche il successivo intervento di bonifica disposto lo scorso mese di giugno, per cercare di porre rimedio a quella situazione di degrado ed abbandono che tanti disagi aveva causato – e continua a causare - a pescatori e operatori portuali di Marinella di Selinunte. I lavori di rimozione della posidonia abbancata commissionati dalla Regione Siciliana, infatti, sono prossimi alla conclusione, si aspetta solo la comunicazione ufficiale, ormai, da parte della direzione lavori, ma per un intervento risolutivo bisognerà attendere ancora, in quanto per ripristinare la piena agibilità del porto, nonché le essenziali condizioni di decoro, occorre rimuovere la sabbia dai fondali, eliminare la restante posidonia che con le sole ruspe, da terra, non si è riusciti a prelevare, e soprattutto avviare a discarica i tanti rifiuti, fra cui relitti di imbarcazioni senza proprietario, che rendono difficoltoso navigare ed ormeggiare all’interno del bacino portuale.
Per questo la Capitaneria di porto, che continua a monitorare la situazione, per garantire quel minimo di navigabilità ancora consentito, ha ritenuto di mantenere in vigore l’avviso di pericolosità n.1/2026, emanato nel gennaio scorso, in pieno inverno, in modo tale da favorire l’utilizzo, da parte degli operatori portuali, dei pochi spazi ancora fruibili, e scongiurare la paralisi totale della attività marittime e portuali. La situazione, però, resta critica, lo testimoniano le tante immagini che quotidianamente raccontano lo stato di degrado ed abbandono che caratterizza l’intero bacino; e gli interventi necessari meritano la massima attenzione e la dovuta urgenza da parte delle istituzioni, Regione e Comune in primis, per evitare che il prossimo inverno diventi l’ultimo passaggio per la chiusura definitiva dello scalo.
Tuttavia, per ridare il giusto decoro e la piena operatività all'economia ittica ed al comparto turistico che gravitano intorno allo scalo di Selinunte, occorre risolvere anche altre criticità, come la rimozione di una imbarcazione - in abbandono da anni – utilizzata per attività di immigrazione clandestina, e confiscata, per la quale la competente Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già incaricato una ditta, nonché provvedere ad una massiccia attività di rimozione di rifiuti urbani accatastati da anni nei piazzali retrostanti le banchine, e per i quali la Capitaneria di porto ha già più volte richiesto l’intervento di Regione e Comune.
L'attività svolta conferma il costante impegno della Guardia Costiera nella tutela dell'ambiente marino e costiero e nel contrasto agli illeciti ambientali, attraverso un'azione di vigilanza volta a garantire il rispetto della normativa, la salvaguardia del territorio e la prevenzione di ogni forma di degrado ambientale, pur in contesti – come quello del porto di Selinunte - dove l’equilibrio tra sicurezza della navigazione e tutela dell’ambiente è sempre più precario.


















