“Lu Miraculu di lu muru Mastru”, risate, tradizione e un omaggio al coraggio sul palco di Triscina
di: Daniela Leggio - del 2026-08-10

L’incombere della nuova moneta, l’Eolo, la fame, un matrimonio da accurdari, la dote e il miracolo della Madonna sono solo alcuni degli esilaranti ingredienti della commedia dialettale in due atti “Lu Miraculu di lu muru Mastru”. Nella cornice di un gremito teatro “Franco Franchi e Ciccio Ingrassia” di Triscina di Castelvetrano, lo scorso 6 agosto la talentuosa compagnia “Le Maschere di Selinunte”, magistralmente diretta da Elio Indelicato, ha incantato grandi e piccini mettendo in scena una sicilianità fatta di colpi di scena e spassosi equivoci.

Personaggio chiave della pièce è l’avaro e diffidente don Mimì che, allarmato per la sorte dei risparmi di una vita, chiede una consulenza al palermitano, il sinzali don Cicciu Foresta. I tentativi di quest’ultimo di spiegare meccanismi economici quali l’andamento dei prezzi, il ruolo dell’oro, del petrolio e del dollaro americano, trovano il loro epilogo nell’eloquente battuta di don Mimì: “mi avete illuminato… comu ‘nà lampadina astuta.”. Buffi malapropismi riguardano la moneta degli U.S.A. e l’aumento del suo valore di mercato: “Usa? Soccu usa?” replica un perplesso don Mimì che continua: “Sale?…e chì ci trasi lu sali ora?”.
Felice e inaspettato epilogo delle travagliate vicende dei protagonisti è la presa di consapevolezza di don Mimì che, vicino al muro miracoloso e sotto una pioggia di monete e banconote, acconsente al matrimonio tra il Filippo ed Eleonora, ripudia l’avarizia di una una vita e chiusa: “A chì vali liccarisi la sarda e poi moriri comu un pizzenti, mentri li tò parenti dopu la tò morti mancianu e vivinu a la to facciazza!”.
L’intervallo tra i due atti è stato dedicato all’eroico Giuseppe Di Leonardo, il quale è stato omaggiato con una targa di riconoscimento. Lo scorso luglio, in seguito ad un incendio scoppiato nell’ azienda zootecnica di famiglia, il quattordicenne santaninfese non ha esitato a sfidare le fiamme per trarre in salvo i suoi animali perché “l’amore per gli animali è più forte delle fiamme!”.














