Cinque anni per Comunione e Cresima. In provincia di Trapani e Palermo preoccupazione per imprese del settore
del 2026-09-22

Monta la polemica in provincia di Trapani e a Palermo a causa di una riforma ecclesiastica che sta facendo discutere il mondo religioso e quello commerciale. La Curia ha infatti allungato da due o tre a cinque anni il percorso catechistico necessario per accedere alla Prima Comunione e alla Cresima. Questo cambiamento è stato già adottato in provincia di Trapani, nella diocesi di Mazara del Vallo, dove non sono mancate le proteste, e successivamente introdotto anche a Palermo, scatenando la dura reazione dei commercianti e delle piccole imprese che temono un vero e proprio crollo degli affari.

A Palermo la situazione è particolarmente tesa: l'associazione Confimprese, guidata dal presidente Giovanni Felice, quantifica in venti milioni di euro il danno economico subito nell'ultimo anno, ricordando che in città si celebravano oltre tremila comunioni all'anno con importanti ricadute su fiorai, ristoratori, fotografi, gioiellieri e negozi di abbigliamento per cerimonie.
Per cercare di arginare la crisi dopo due anni di sofferenza economica, i commercianti hanno chiesto all'arcivescovo Corrado Lorefice l'istituzione di un percorso transitorio intensivo per i bambini più grandi, così da permettere la ripresa delle celebrazioni a partire dal 2027. Tuttavia, la Curia ha scelto di non tornare sui propri passi, sottolineando che il progetto catechistico, avviato nel 2024 dopo anni di confronto, ha a cuore unicamente il bene spirituale delle famiglie.















