Amarcord Folgore, "Accadde oggi": Folgore 1-1 Acireale, un pari dal sapore speciale. VIDEO del servizio
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-05-07

E chi se lo scorda più! Folgore 1-1 Acireale. Il risultato dice poco, il resto è storia. Correva il 7 maggio del 1989 quando i padroni di casa incontrarono la capolista al Paolo Marino. Reduci dal big-match contro il Mazara (1-1 tra botte e polemiche - oltre ai cinque punti di penalità inflitti ai catanesi), la gara con i castelvetranesi rappresentava lo spartiacque di una stagione. Dal canto loro, i rossoneri di mister Ciampoli erano impelagati in piena zone retrocessione, alla caccia di punti salvezza. Alla terz’ultima giornata andò di scena un testacoda dai risvolti impensabili.

Quel giorno si registrò il pienone, con un impiego di forze dell’ordine massiccio. Oltre alla paura che decine di tifosi mazaresi (impegnati in casa contro il Bagheria di Aldo Tilotta) fossero presenti al Marino, il timore per i 50 acesi era grande. In una giornata soleggiata, il clima pre-estivo non aiutava di certo le due compagini. Lo stadio di casa (in sterrato) presentava la curva in fase di realizzazione. Alla vigilia mister Ciampoli si affidò alla cabala per provare a rubare almeno un punticino, mentre mister Busetta pensava solo a vincere nonostante le assenze pesanti.
Queste le formazioni che scesero in campo: Bulgarello, Craparo, Marzullo (dal ‘77 Pace), Cicciarella, Molino, Bonventre, Putaggio, Signorello, Gambicchia, Vittiglio, Torre (dal ‘77 De Simone). Gli ospiti si presentarono con: Giuffrida, Breve, D’Agostino, Chico, Policardi, Ingenuo, Andolina, Moncado, Maggio, Manca (dal ‘46 Matarazzo), Amato.

I “miei giovanotti” (affettuosamente chiamati da Busetta) provarono a far la partita sin dall’inizio. La posta in palio era altissima e lasciare punti a Castelvetrano poteva significare tutto e niente. I rossoneri sapevano d’incontrare il miglior attacco, disponendo tra le difese meno perforate del torneo. Con una formazione abbastanza prudente, i padroni di casa cercarono di bloccare ogni sortita offensiva. Dopo una trentina di minuti di sterili tentativi ospiti, improvvisamente, dopo aver ricevuto un ottimo passaggio da Putaggio, il capitano di mille battaglie, Signorello, sferrava un colpo da novanta. Una palla di controbalzo - con un effetto strano - infilava l’incolpevole Giuffrida. Da Mazara non giungevano notizie, con i padroni di casa fermi sullo zero a zero.
Nella ripresa iniziò il forcing acese, che pervenne al pari con Andolina. Ottenuto il minimo, in virtù del risultato del Nino Vaccara, l’Acireale provò a conquistare la vittoria. Gli avanti ospiti, abbastanza spuntati, trovarono un ottimo Bulgarello e la mira sbagliata. La gara si concluse con un pari a denti stretti. Le due capolista si trovarono a pari punti a quota 44, mentre la Folgore salì a 26 punti insieme all’Igea Virtus e lo Sciacca, con la Nissa (fanalino di coda) a quota 20 e retrocessa matematicamente.
Negli spogliatoi mister Ciampoli - in parte soddisfatto dichiarò: “Avevo raccomandato nell’intervallo ai miei ragazzi di andare incontro alla palla e mantenerla. Purtroppo siamo stati raggiunti proprio su un maledetto rimpallo. Sono contento a metà”. Nelle due ultime partite accadde l’impensabile. Gli acesi vinsero le battaglie contro Sciacca in casa e Comiso in trasferta. Al Mazara di Mimmo Di Cicco fu fatale il pari “madonita” contro il Gangi. E la nostra Folgore? Merita un capitolo a parte.
















