Amarcord Folgore: intervista a Giuseppe Maniscalco, l'imprendibile numero sette dalla classe sopraffina
di: Mario Butera - del 2018-10-04

La Folgore e la sua gloriosa storia su Castelvetranonews.it grazie alla nuova rubrica “Amarcord Folgore”. Oggi parliamo di Giuseppe Maniscalco, calciatore di grande classe ed estro degli anni 80'. Aveva maglietta numero sette. Esterno destro di attacco, con la sua velocità saltava con facilità l'avversario per poi crossare. Biondo, estroverso, amava portare sulle spalle fuori dagli allenamenti un peluche della pantera rosa. Grande carattere, sempre allegro, amava fare scherzi a "lu zu Nino Palmeri", accompagnatore della squadra per tanti anni.

Ciao Giuseppe, adesso quanti anni hai?
59.

Di dove sei originario? Dove vivi adesso?
Sono nato a Palermo, attualmente vivo a Lipari
In quali stagioni hai giocato a Castelvetrano con la Folgore?
Ho indossato la maglia rossonera per tre stagioni, dal 1982 al 1985.
In che ruolo giocavi ?
Ero un tornante destro.
Quali allenatori hai avuto a Castelvetrano?
Il primo anno Bevilacqua, il secondo anno Rizzo mentre nell'ultima stagione Pulvirenti.
Ci ricordi quale era la formazione titolare?
Ricordo perfettamente la formazione dell'anno in cui abbiamo vinto il campionato:
NASTASI, MOCERI, LAMIA, BENIGNO, ARMATA, CALANDRINO, MANISCALCO, SIGNORELLO, TILOTTA, CARADONNA, PATTI.
Quali piazzamenti avete raggunto durante la tua permanenza in rossonero?
Il primo anno siamo arrivati secondi. La stagione successiva abbiamo vinto il campionato mentre il terzo anno siamo arrivati ottavi in Interregionale.
Della tua esperienza folgorina che ricordi hai ?
Tanti bei ricordi, in quegli anni mi sono formato oltre che come calciatore anche come uomo.
Il Presidente della società chi era?
Prima Genna e poi Mangiaracina.
Quanti goal hai realizzato con la Folgore?
In tutto 12 goal.
Prima delle gare come smorzavate la tensione? Ti ricordi qualche aneddoto divertente?
Tanti aneddoti...mi ricordo lunghe passeggiate, in una villa vicino al campo e naturalmente tanti scherzi con lo zio Nino Pachella. Gliene dicevamo di tutti i colori, lui era uno di noi. Se tirava prima della gara cinquanta lire pareggiavamo, se la domenica successiva tirava centolire allora vincevamo.
La partita più bella della tua esperienza in rossonero e perché la ricordi con particolare affetto?
Naturalmente l'ultima della stagione nell'anno che abbiamo vinto il campionato contro l'Empedoclina. Vedere tutta Castelvetrano in festa per me è stato emozionante e gratificante. Si vede ancora oggi l'amore che abbiamo per i colori rossoneri.
















