Folgore 1-0 Pro Sciacca, una gara per la storia, maggio 1983 stadio Paolo Marino
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-05-11

Castelvetrano, 8 maggio 1983: è qui la festa. Una giornata da ricordare, un momento storico per la nostra città. La Folgore batte il Pro Sciacca e vola a più quattro (sui saccensi) a due turni dal termine. Nella memoria degli sportivi rossoneri rappresenta una delle gare più belle dell’intera storia del sodalizio castelvetranese. Dopo la vittoria in quel di Caltanissetta (campo neutro) contro il Piazza Armerina (doppietta di Patti), per i rossoneri si aprì ufficialmente la settimana più importante degli ultimi 16 anni.

Sette giorni interminabili, lunghi quanto l’attesa trepidante di un’intera comunità. Dopo la delusione patita l’anno precedente, con la sconfitta in quel di Enna contro la Juvenes, i ragazzi di mister Rizzo disputarono un torneo sempre (tranne una giornata) al comando. Il tecnico marsalese era riuscito a creare un gruppo forte e omogeneo. Fu il primo a tenere i piedi ben piantati per terra, cercando di smorzare i toni. Incalzato quotidianamente da alcuni giornalisti, visse con leggerezza quei momenti.
Ecco uno stralcio delle interviste rilasciate: “Siamo consapevoli dell’importanza della posta in palio. Lo siamo anche delle nostre capacità agonistiche. Dire che non temiamo il Pro Sciacca non significherebbe niente. Vero è che debbono essere i giocatori di Annaro a temere maggiormente questo incontro. Noi ovviamente ce la metteremo tutta per non deludere le aspettative di questo magnifico pubblico. Sono perfettamente tranquillo. Meritiamo ampiamente il primo posto, ma non posso aggiungere altro in tema di formazione”. Parole sagge di un uomo speciale. Un binomio rimasto intatto nel tempo!

Dal canto loro, i saccensi - insieme al Ravanusa - erano state le vere sorprese del torneo di Promozione. Gli uomini di Annaro disputarono un’annata “quasi” irripetibile. Durante gli allenamenti settimanali aveva cambiato le carte in tavola, provando a mischiare le pedine. Tra scaramanzia e tatticismi, il tecnico aveva provato nel ruolo di marcatore diversi giocatori. Sapevano che l’uomo più pericoloso sarebbe stato il bomber Aldo Tilotta. Intanto la città fremeva e si preparava all’incontro dell’anno. Era stato preparato uno striscione lungo sessanta metri e largo cinque.
Il commissario unico Vincenzo Mangiaracina sapeva del valore dell’incontro. Le sue parole furono le seguenti: “Desidero che tutto si svolga in un’atmosfera di calma e di serenità sportiva. Ho molta ansia, ma rimanga solo una partita di calcio”. Tra i tifosi serpeggiava un certo ottimismo, tra chi era sicuro della vittoria e chi, anche con un pari, sarebbe rimasto soddisfatto. E vittoria fu! Al Paolo Marino si registrò il record d’incasso (per l’occasione il biglietto venne alzato a 10.000 lire). Alcuni parlano di quattro mila spettatori, mentre altri sono sicuri che fossero più di cinque mila (con una discreta rappresentanza ospite).
La Folgore scese in campo con Nastasi, Moceri, Lamia, Benigno, Armata, Calandrino, Patti, Signorello (dal 71’ Maniscalco), Giammarinaro (dal 63’ Giliberto), Caradonna e Tilotta. Gli ospiti si presentarono con Cammareri, Vella, Di Marco, Roppolo, Martorana, Ciancimino, Landi, Pinelli, Bucaria, Anzalone e Incandela (dal 50’ Puccio). Spinti dal tifo incessante dei sostenitori di casa, le migliori azioni vennero registrate dai propri beniamini. Al minuto 42’ con Patti che raccolse un cross di Caradonna e colpì la sfera di testa. Solo un miracolo del portiere ospite evitò lo svantaggio.
Dopo una rete annullata allo stesso Patti, finalmente, al minuto 52’, il “re” dei bomber Aldo Tilotta bucò la difesa avversaria. Dopo aver dribblato due avversari scagliò un primo tiro (frenato dal difensore Di Marco) e ripresa la sfera, trafisse la retroguardia saccense. Da quel momento la gara divenne nervosa. A farne le spese furono il tecnico ospite, il folgorino Tilotta, mentre per gli ospiti vennero espulsi Vella e Di Marco. La prima grande vera occasione fu concessa al minuto ‘75 quando Nastasi bloccò un tiro di Roppolo. Altre due occasionissime rossonere (Benigno e Giliberti) non furono capitalizzate.
Al triplice fischio finale fu apoteosi. Eravamo con un piede e tre/quarti nel torneo Interregionale. Tra visi stanchi e soddisfatti e una mini invasione pacifica, l’attaccante Tilotta fu portato in trionfo. Capocannoniere del torneo, era stato uno dei massimi artefici della vittoria. Lo stesso Mimmo Rizzo lo definì un calciatore che valeva qualche “centinaio di milioni”. Un’investitura niente male. Erano stati cancellati (parzialmente) anni duri, specialmente dopo i fatti contro il Palmi. Finalmente si respirava un’aria festosa in città. Promozione che divenne matematica con il pareggio di Ravanusa (1-1 con rete di Moceri). Dopo la promozione in A2 del Dopolavoro Ferroviario, della Palmosa in Seconda Categoria e del Rram in serie C di pallamano, Castelvetrano divenne il paradiso sportivo dell’intera
Sicilia.
















