Campobello, una “Legge Salva Comuni” per gli enti locali siciliani in dissesto: l’appello di Mangiaracina
di: Comunicato Stampa - del 2026-09-15

Una “Legge Salva Comuni” per sostenere gli enti locali siciliani in stato di dissesto finanziario e accompagnarli verso il risanamento e il ritorno alla normalità amministrativa. È questo il contenuto dell’appello rivolto al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all’Assemblea Regionale Siciliana e a tutti i deputati regionali dal sindaco di Campobello di Mazara.

La richiesta nasce dalla difficile situazione finanziaria che coinvolge numerosi Comuni dell’Isola. Secondo i dati del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, richiamati dalla Banca d’Italia e aggiornati al 7 aprile 2026, sono 63 i Comuni siciliani che hanno dichiarato il dissesto finanziario, mentre altri 38 enti si trovano in procedura di riequilibrio finanziario. Circa un quarto dei Comuni in dissesto, inoltre, si trova in questa condizione da oltre cinque anni.
Numeri che, secondo il sindaco, non possono essere considerati soltanto sotto il profilo contabile, perché dietro le difficoltà finanziarie degli enti locali ci sono comunità, famiglie, imprese e territori che rischiano di vedere compromesse per anni le proprie possibilità di crescita.

Il dissesto, infatti, incide direttamente sulla capacità dei Comuni di programmare interventi, effettuare manutenzioni, garantire servizi, sostenere le politiche sociali e promuovere iniziative di sviluppo economico e turistico. Il percorso per uscire dalla situazione di crisi finanziaria passa, in particolare, dalla definizione e liquidazione della massa passiva pregressa e dal raggiungimento delle condizioni necessarie per l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Un iter complesso che richiede rigore amministrativo e capacità di risanamento, ma che, secondo l’appello, in molti casi necessita anche di un sostegno finanziario esterno.
La Regione Siciliana ha già previsto nel 2026 uno stanziamento di 5 milioni di euro destinato a 35 Comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti, in dissesto alla data del 31 gennaio 2026 e da non oltre cinque anni. Le risorse sono finalizzate al sostegno delle spese per servizi e personale o alla copertura del disavanzo. Un intervento che, secondo il sindaco di Campobello di Mazara, dovrebbe rappresentare un punto di partenza per una misura più ampia e strutturale.
Da qui la proposta di istituire un Fondo regionale straordinario e pluriennale per i Comuni in dissesto, destinato agli enti che abbiano concretamente avviato un percorso serio e verificabile di risanamento. L’obiettivo, viene sottolineato, non sarebbe quello di realizzare una sanatoria indiscriminata, ma di costruire un sistema di sostegno vincolato al rispetto di precisi programmi di risanamento, alla verifica degli equilibri finanziari, al miglioramento della capacità di riscossione delle entrate, alla razionalizzazione della spesa e al raggiungimento di obiettivi e tempi prestabiliti.
Le risorse regionali potrebbero così contribuire, nel rispetto della normativa statale e delle competenze in materia di finanza pubblica, alla riduzione della massa debitoria e al percorso verso il bilancio stabilmente riequilibrato, consentendo ai Comuni di recuperare progressivamente una condizione di normalità amministrativa e gestionale.
La proposta punta quindi a premiare gli enti che dimostrano concretamente di voler risanare i propri conti, ridurre il debito e migliorare la capacità di riscossione. “Occorre costruire un meccanismo che premi chi risana, chi riduce il debito, chi recupera capacità di riscossione e chi dimostra concretamente di voler uscire dal dissesto”, è il senso dell’appello, nel quale viene ribadito che la Regione non dovrebbe sostituirsi alla responsabilità dei Comuni, ma accompagnarli nel percorso di risanamento.
Per il sindaco, mantenere per molti anni un Comune in dissesto significa penalizzare un’intera comunità, limitando gli investimenti, rallentando la manutenzione del territorio, comprimendo i servizi e riducendo le opportunità di sviluppo. Da qui la convinzione che una “Legge Salva Comuni” non debba essere considerata soltanto una misura finanziaria, ma uno strumento per favorire la crescita e lo sviluppo della Sicilia.
L’appello è rivolto senza distinzione politica al presidente Renato Schifani, al Governo regionale, al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e a tutti i deputati regionali, di maggioranza e opposizione. La richiesta è quella di aprire rapidamente un confronto istituzionale con i sindaci dei Comuni interessati e lavorare alla predisposizione di una norma regionale specifica, individuando le necessarie risorse e definendo un percorso che consenta agli enti che ne abbiano le condizioni di chiudere definitivamente la stagione del dissesto e tornare alla normalità amministrativa.
“Salvare finanziariamente un Comune significa restituire futuro alla sua comunità”: è il messaggio conclusivo dell’appello.











