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“Da piccolo guardavo la Luna con un telescopio a Selinunte, ora la storica scoperta dell’asteroide 2025 QK3”. Intervista all’astronomo Alessandro Nastasi

di: Redazione - del 2025-08-26

Immagine articolo: “Da piccolo guardavo la Luna con un telescopio a Selinunte, ora la storica scoperta dell’asteroide 2025 QK3”. Intervista all’astronomo Alessandro Nastasi

La scoperta di un’asteroide è senz’altro un accadimento straordinario. Lo è ancora di più se hai dedicato studi e la tua passione è proprio l’astronomia. Il suo dna è castelvetranese (lato papà) e il suo cognome Nastasi, 42 anni, insieme a quello di tanti colleghi stranieri sembra quasi strano a sentirlo. Eppure lui, che di nome fa Alessandro, quando parla di astronomia lo fa con una semplicità e coinvolgimento emotivo non semplice da trovare.

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  • Oggi si occupa della gestione di tutta la strumentazione osservativa del  GAL Hassin ed è impegnato nell’osservazione e il monitoraggio di asteroidi e comete, e di transiti esoplanetari per il progetto ExoClock della missione ARIEL dell’ESA. Adoro l’astrofotografia. Tra il 21 e del 22 agosto 2025 la sua attività è entrata di diritto nelle pagine di storia dell’astronomia mondiale grazie alla scoperta, insieme ai colleghi, dell’asteroide 2025 QK3.

    Alessandro Nastasi di professione astronomo. Qual è stato il tuo percorso di studi e professionale prima di Isnello?

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  • Dopo aver fatto il Liceo Scientifico G. B. Fardella a Trapani, mi sono trasferito a Bologna per conseguire la laurea in Astrofisica e Cosmologia, ottenuta nel 2009. Ho quindi fatto 4 anni di dottorato e post-dottorato di ricerca in astrofisica presso il Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) a Garching, Monaco di Baviera (Germania). Dal 2013 al 2015 ho quindi lavorato a Parigi, presso l’Istituto di Astrofisica Spaziale (IAS/CNRS), e infine 3 anni come Data Scientist presso una azienda strartup a Monaco di Baviera. 

    Nel 2018 sono quindi venuto a conoscenza del GAL Hassin, e ho voluto quindi ritornare in Sicilia per poter lavorare in questa struttura. Da ottobre 2018 ricopro quindi il ruolo di Astronomo Informatico presso il GAL Hassin.

    Dal web si legge che ti occupi di osservazione e il monitoraggio di asteroidi e comete, e di transiti esoplanetari per il progetto ExoClock della missione ARIEL dell’ESA. In cosa consiste in parole semplici il tuo lavoro?

    Sono attualmente responsabile delle attività di ricerca del GAL Hassin, che porto avanti attraverso i suoi telescopi robotici – ovvero telescopi gestiti da remoto tramite PC. Allo scopo ho anche sviluppato una serie di software per condurre osservazioni con i telescopi in modalità completamente automatica durante la notte. 

    Tra le aree di ricerca sulle quali il GAL Hassin concentra i suoi sforzi c’è, appunto, il monitoraggio e il “follow-up” di asteroidi e comete, in particolare quelli con orbita prossima a quella terrester (i cosiddetti “Near Earth Objects” – NEO), che potrebbero rappresentare un pericolo per il nostro pianeta. La scoperta del nuovo NEO si è inserito all’interno di questa area di ricerca, condotta con il nuovo e potente telescopio da 1 metro , il Wide-field Mufara Telescope (WMT). 

    Inoltre, i nostri telescopi sono impegnati all’interno del progetto ExoClock, per la determinazione accurata delle orbite di esopianeti, ovvero pianeti che orbitano attorno a stelle lontane, che verranno osservate dal 2030 dalla missione spaziale ARIEL di ESA.

    Il tuo lavoro è ancora prima una passione nata quando e in che occasione?

    Assolutamente sì: mi ritengo molto fortunato a fare un lavoro che mi appassiona e mi diverte ogni giorno (e notte!). Già dal Liceo Scientifico ero affascinato dalle materie scientifiche, e penso che anche in questo caso sono stato molto fortunato ad incontrare insegnanti che hanno saputo alimentare la mia curiosità e voglia di conoscenza attraverso la loro passione ed entusiasmo. All’ultimo anno dello Scientifico ero indeciso su quale corso di laurea intraprendere. L’incontro di orientamento fatto con gli studenti del Corso di Laurea in Astronomia dell’Università di Bologna mi ha infine convinto decisamente ad intraprendere questo percorso!

    Non tutti sanno che a Isnello, nel verdeggiante cuore delle Madonie, nel “Parco del Tempo e dello spazio” sorge il Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche Gal Hassin. E’ possibile visitarlo?

    Senz’altro! Il GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche ha come obiettivo principale la divulgazione scientifica, rivolta sia al pubblico che alle scuole (con le quali lavoriamo moltissimo tra ottobre a giugno). D’estate svolgiamo attività pomeridiani e, naturalmente, serali con il pubblico che può venirci a trovare negli orari di apertura. Fino a settembre offriamo visite serali (21:30-23:30) dal martedì alla domenica, e dal giovedì alla domenica anche le pomeridiane (17:00-19:30). Per info e prenotazioni è possibile consultare il nostro sito galhassin.it, sezione Biglietti.

    Raccontaci le due notti del 21 e del 22 agosto 2025. Eravate in fase di allerta? che sensazioni hai provato?

    Durante la notte del 21 agosto stavo conducendo delle osservazioni da remoto al WMT insieme a due studenti di fisica del gruppo astrofili Montelupo Fiorentino (Alessio Squilloni e Francesco Cheli), in visita al GAL Hassin. In collegamento avevamo inoltre il nostro collaboratore, Riccardo Furgoni, che ci aiutava con l’analisi dei dati. Dopo aver osservato e monitorato qualche asteroide debole e appena scoperto, abbiamo deciso di scandagliare un’area di cielo non osservata da alcun telescopio internazionale negli ultimi giorni: volevamo vedere se là ci fosse qualche nuovo asteroide di passaggio! 

    Ottenute le immagini e analizzati i dati è risultato subito presente un asteroide relativamente luminoso e molto veloce: doveva trattarsi chiaramente di un Near Earth – ma forse era già noto? Con una certa dose di emozione – ma anche scetticismo – abbiamo quindi verificato il database del Minor Planet Center (MPC), l’istituto americano che gestisce il catalogo di tutti gli asteroidi scoperti ad oggi. Vedendo che non sembrava esserci nessun oggetto noto in quella zona di cielo, ci siamo quindi abbandonati all’entusiasmo: forse era davvero un nuovo asteroide, e per di più “Near Earth”! 

    Abbiamo quindi pubblicato le nostre osservazioni sulla pagina del MPC dedicata agli asteroidi e comete appena scoperte (la NEO Confirmation Page – NEOCP), assegnando al “nostro” oggetto la sigla provvisoria WMT0001. 

    Nel frattempo abbiamo continuato a seguire WMT0001 al WMT per tutta la notte: se non lo avessimo fatto entro poche ore l’incertezza sulla sua posizione sarebbe aumentata tantissimo, e sarebbe andato perso per sempre! Abbiamo continuato a seguirlo fino alle 4 del mattino, e appena abbiamo visto che anche un altro osservatorio nel Regno Unito l’aveva visto e confermato abbiamo letteralmente urlato di gioia: l’asteroide esisteva davvero e ormai poteva essere monitorato anche da altri osservatori nel mondo!

    Molti altri si sono quindi aggiunti alle osservazioni nelle ore successive, e infine anche noi abbiamo continuato ad osservarlo nella notte successiva, finché la mattina del 23 agosto il MPC ne ha confermato l’esistenza con la circolare MPEC 2025-Q106 (link), nella quale all’asteroide veniva assegnata la sigla ufficiale 2025 QK3.

    Continueremo ad osservarlo finché sarà possibile, probabilmente fino alla notte del 27 agosto, in modo da definire sempre meglio la sua orbita e posizione.

    L’asteroide 2025 QK3 è completamente esterna a quella terrestre ma compresa all’interno del percorso orbitale di Marte. Che cosa vuol dire?

    2025 QK3 è un asteroide Near Earth di classe Amor, ovvero con un’orbita vicina alla Terra ma che non la interseca mai, trovandosi sempre al suo esterno. La sua orbita, inoltre, non supera mai quella di Marte. 2025 QK3, quindi, ruota attorno al Sole in una zona compresa tra l’orbita terrestre e quella marziana.

    Occorrerà aspettare il 26 agosto 2081 per rivedere questo asteroide nel suo punto di massimo avvicinamento alla Terra?

    Esatto. Pur avendo un’orbita prossima a quella terrestre, la posizione dell’asteroide non sarà sempre ottimale per poterlo osservare. Dopo il 27 agosto, infatti, 2025 QK3 inizierà ad essere visibile solo dall’emisfero sud del nostro pianeta, quindi si allontanerà e diventerà troppo debole. Nel suo percorso, inoltre, si troverà talvolta troppo vicino o, addirittura, dietro al Sole rispetto a noi. La prossima configurazione “ottimale” per poterlo riosservare dalla Terra sarà, appunto, da agosto 2081.

    E’ possibile che ci sia il rischio che un asteroide possa schiantarsi contro la terra. Il vostro compito è anche quello di proteggere gli abitanti della terra oltre che supervisionare cosa succede nell’orbita. E’ cosi?

    Lo scopo della rete di telescopi usati in tutto il mondo per la “sorveglianza spaziale”, e della quale anche il GAL Hassin fa parte, è proprio quello di censire la popolazione di asteroidi “potenzialmente pericolosi” per il nostro pianeta, e sapere in anticipo se qualcuno di essi verrà a trovarsi in rotta di collisione con la Terra nei prossimi anni.

    Non è il caso di 2025 QK3, per fortuna, ma altri asteroidi non ancora scoperti – anche di dimensioni più grandi – potrebbero minacciarci nel prossimo futuro. La probabilità è bassa, ma non nulla: dobbiamo quindi farci trovare pronti nel caso in cui questa minaccia dovesse manifestarsi. 

    Eventualmente, avremmo già alcune soluzioni da mettere in campo, come la deflessione / deviazione dell’asteroide attraverso una sonda scagliata a tutta velocità, chiamata impattatore cinetico. Abbiamo già testato questa soluzione nel 2022 grazie all’esperimento DART della NASA, con il quale un impattatore ha colpito e modificato l’orbita della luna dell’asteroide NEO Didymos. 

    A Isnello potete contare su attrezzature top a livello mondiale a livello delle tre grandi survey americane nella ricerca di asteroidi. iL WMT è un telescopio prototipo mondiale costruito dall’azienda vicentina Officina Stellare, un grande campo con specchio principale di 1 metro e 5 lenti. È uno strumento di ultima generazione, estremamente competitivo.  

    Il (Wide-field Mufara Telescope – WMT) è un telescopio di classe 1 metro, a primo fuoco e con un enorme campo di vista (con un’area pari a circa 25 lune piene), prototipo mondiale costruito da Officina Stellare. Queste caratteristiche lo rendono sicuramente uno strumento potentissimo per monitorare e scoprire asteroidi deboli e veloci: e la scoperta di 2025 QK3 lo dimostra! Il WMT, per come è stato costruito, è inoltre un telescopio in grado di scandagliare aree di cielo vicine al sole, permettendo di scoprire e caratterizzare asteroidi che magari si stanno avvicinando alla Terra da quella zona del cielo, inaccessibile a quasi tutti gli altri telescopi del mondo.

    Ti capita di tornare a Castelvetrano e al mare? ci sono dei punti interessanti di osservazione che hai mai sperimentato quando torni a casa?

    Mio padre è originario di Castelvetrano, quindi ho molti ricordi della mia infanzia legati a quel paese, dove abitavano anche i miei nonni paterni. Oggi vi ritorno spesso con la mia famiglia per trovare vecchi amici e godermi il mare di Selinunte, dove ho la mia casa di villeggiatura.

    Proprio dal giardino di Selinunte ricordo di aver iniziato le mie prime osservazioni astronomiche con un piccolo telescopio Konus da 50 mm di apertura, attraverso il quale ho visto però per la prima volte la Luna, Saturno, Giove e le sue lune e le macchie solari: ho ancora viva in me l’emozione di quei momenti, che sicuramente mi hanno segnato e convinto a fare dell’osservazione e dello studio del cielo e dell’universo la mia passione e il mio lavoro!

     

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