Salemi, così rinasce il centro storico: il modello di collaborazione con il Politecnico di Torino
di: Redazione - del 2026-09-14

Un territorio segnato per anni dallo spopolamento e dall’abbandono prova a costruire una nuova prospettiva di sviluppo. È il percorso avviato a Salemi grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e il Politecnico di Torino, attraverso attività di ricerca, progettazione e rigenerazione urbana. Il rapporto tra il Comune e l’Ateneo è iniziato nel 2018, con laboratori e workshop dedicati all’analisi urbanistica e architettonica del centro storico. Da queste attività è nato lo studio di fattibilità “Riabitare Alicia”, finanziato dalla Regione Siciliana, seguito da un Protocollo d’Intesa tra Comune e Politecnico.

L’obiettivo è stato quello di individuare strategie per riqualificare il patrimonio storico, favorire nuovi insediamenti abitativi, sostenere il turismo e creare condizioni favorevoli allo sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità. Tra le iniziative messe in campo anche la possibilità di acquistare case abbandonate a un euro, insieme ad agevolazioni per nuove attività imprenditoriali. Un percorso che, secondo l’Amministrazione, ha già prodotto risultati: nel centro storico si registrano circa 30-40 acquisti di abitazioni ogni anno, molte delle quali vengono successivamente ristrutturate.
Un ruolo importante lo ha avuto anche la Scuola internazionale di ceramica, capace di attrarre nuovi residenti e favorire la nascita di nuove attività, comprese quelle legate al turismo.

Per il sindaco Vito Scalisi, il contributo del Politecnico, degli studenti e dei ricercatori è stato fondamentale per individuare spazi e strutture da trasformare in nuovi motori di sviluppo. Il professor Roberto Dini, docente del Dipartimento di Architettura e Design, sottolinea invece come il ruolo dell’università non sia stato soltanto quello di fornire soluzioni tecniche, ma di aiutare l’Amministrazione e la comunità a costruire una visione più ampia sul futuro del territorio.
Un percorso che continua con nuovi progetti. Tra questi c’è RE-OPEN, candidato a un finanziamento europeo e dedicato al recupero e alla valorizzazione di beni confiscati alla mafia, con il coinvolgimento anche di Partanna e Castelvetrano. La storia di Salemi dimostra così come rigenerazione urbana, ricerca, cultura e collaborazione istituzionale possano diventare strumenti concreti per contrastare lo spopolamento e costruire nuove opportunità per i piccoli centri.
Fonte: Polito.it (Politecnico Torino)











