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S. Ninfa aderisce alla campagna "M'illumino di meno". Alcune istruzioni per la sicurezza elettrica

del 2014-03-01

Immagine articolo: S. Ninfa aderisce alla campagna "M'illumino di meno". Alcune istruzioni per la sicurezza elettrica

Il 14 febbraio scorso, il comune di Santa Ninfa ha aderito alla campagna nazionale sulla sensibilizzazione al risparmio energetico promossa da radio due e denominata "M'illumino di meno".

  • Fratelli Clemente Febbraio 2023 a7
  • Per l'occasione si è tenuta una conferenza presso l'istituto comprensivo Luigi Capuana di Santa Ninfa durante la quale oltre che di risparmio energetico si è parlato anche di sicurezza elettrica, argomento che ho trattato personalmente.

    E' stato inoltre distribuito un volantino, preparato e divulgato da Gaspare Falcetta, con il seguente contenuto: 

  • Multimedical H7 dal 15 aprile 2026
  • "Corrente elettrica: Istruzioni per l’uso

    Il rispetto di queste semplici regole può evitare molti incidenti domestici e rendere più sicuro l’utilizzo della corrente elettrica, che anche se a volte ce ne scordiamo è una fonte di pericolo spesso mortale.

    1. Non utilizzare apparecchi elettrici portatili (ferro da stiro,asciugacapelli, aspirapolvere, frullatore ecc.) a piedi scalzi o se si hanno le mani o il corpo bagnati.
    2. Non utilizzare apparecchi elettrici con il cavo danneggiato o riparato in casa con nastri adesivi vari. Il cavo deve essere sempre integro in tutta la sua lunghezza e con la spina in buono stato.
    3. Aspettare che il ferro da stiro si raffreddi prima di avvolgere il filo su di esso.
    4. Non togliere le spine dalle prese tirando il cavo ma impugnando la spina stessa.
    5. Assicurarsi che tutte le prese di casa siano ben fissate al muro e che non ci siano parti rotte o fili che fuoriescono dalla cassetta.
    6. Non utilizzare la stessa presa per più di un apparecchio elettrico tramite prese triple e adattatori vari. Gli adattatori servono per un uso provvisorio o temporaneo e possono diventare pericolosi soprattutto se sono più di uno nella stessa presa.
    7. Staccare sempre l’interruttore generale quando si pulisce il forno, il frigorifero, il lampadario o se si deve cambiare una lampadina.
    8. Assicurarsi che l’impianto elettrico sia protetto da un interruttore differenziale più conosciuto come “salvavita” e che su di esso ci sia la seguente scritta: IΔn 0,03 o Idn 0,03 o IΔn 30mA o Idn 30mA.
    9. Ricordarsi di premere ogni tanto (almeno una volta al mese) il tastino con la scritta “T” che si trova sul “salvavita”, se l’interruttore non stacca chiamare un elettricista per fare effettuare un controllo all’impianto.
    10. Affidare sempre i lavori di natura elettrica, anche se apparentemente semplici, ad un tecnico qualificato.

    “Cenni sulla sicurezza elettrica”

    Già dal 1790, grazie agli studi del professore di anatomia dell’università di Bologna, Luigi Galvani e dagli approfondimenti di Alessandro Volta, si è a conoscenza che il corpo umano funziona grazie a delle piccolissime correnti elettriche circolanti al suo interno.

    Queste correnti sono di origine chimica (come quelle delle batterie dell’automobile) e nel funzionamento del cuore o muscolo cardiaco, che si contrae ritmicamente da 60 a 100 volte al minuto, gli impulsi elettrici (che causano le suddette contrazioni) sono generati da una specifica zona chiamata nodo senoatriale e il valore di tensione di questi impulsi è dell’ordine delle decine di millesimi di Volt. Se questo generatore biologico d’impulsi elettrici per alcuni tipi di alterazione patologica (malattia cardiaca) smette di funzionare correttamente, può essere sostituito da un generatore esterno molto conosciuto (almeno per nome): il pacemaker.

    La possibilità di sostituire il generatore naturale con uno artificiale è la prova pratica che nel cuore (e in tutto il corpo) circolano correnti elettriche simili a quelle circolanti in un qualsiasi circuito elettrico. Da questa premessa si capisce la pericolosità mortale della corrente elettrica circolante in un qualsiasi circuito d’impianti con cui tutti giornalmente abbiamo a che fare: a casa, in ufficio, a scuola, in cantiere ecc. Infatti come abbiamo già visto, i valori di tensione all’interno del corpo umano hanno valori piccolissimi (decine di millesimi di Volt) mentre quelli degli impianti elencati prima hanno un valore di 230 Volt quindi enormemente superiore.

    Pertanto una persona che viene a contatto con una parte in tensione di un impianto elettrico, è sottoposta ad un valore di tensione che squilibra tutto il sistema elettrico biologico con danni gravissimi e spesso mortali; uno di essi è la fibrillazione ventricolare che fa smettere il cuore di pompare correttamente il sangue ed è causa di oltre il 90% delle morti per folgorazione elettrica. Dalla consapevolezza di tutto ciò, nasce l’esigenza di proteggere le persone dai pericoli della corrente elettrica, potendone così sfruttare i vantaggi che tutti conosciamo ma in condizione di massima sicurezza possibile. I sistemi di protezione sono molti e differenti tra loro ma uno dei tanti, relativamente poco costoso e installabile quasi ovunque è l’interruttore differenziale meglio conosciuto come “salvavita”.

    Questo dispositivo coordinato con l’impianto di terra, fa il monitoraggio continuo dello stato di salute dell’impianto elettrico e in caso di guasto interviene in maniera quasi istantanea (entro 40 millesimi di secondo) interrompendo e quindi disalimentando il circuito. L’esempio didattico più usato è quello di un guasto alla lavatrice con un filo spellato che va a toccare la carcassa metallica dell’elettrodomestico; in tal caso se non è installato il “salvavita”, una persona che tocca la lavatrice è sottoposta a un pericolo mortale, se invece è installato, quest’ultimo interviene mettendo fuori tensione l’impianto prima che la persona possa toccare l’elettrodomestico.

    Addirittura anche in assenza di impianto di terra (situazione ricorrente in vecchi impianti) il “salvavita” assolve un’ importantissima funzione di protezione; infatti anche se il contatto del filo spellato con la carcassa non è sentito dal “salvavita”, quest’ultimo sente invece il contatto di una persona con l’elettrodomestico guasto e interrompe tempestivamente il circuito.

    Alla luce di tutto questo, considerando che i risultati di recenti indagini statistiche dicono che ancora oggi (2013) in Italia avvengono numerosi incidenti elettrici anche mortali e che molti impianti non sono dotati di questo dispositivo di protezione, con queste poche righe si vuole portare a conoscenza l’importanza di quest’ultimo (che da solo non è la soluzione definitiva di tutte le problematiche di un impianto elettrico che vanno studiate caso per caso, ma di certo, spesso aumenta notevolmente la sicurezza) e soprattutto si vuole evidenziare la pericolosità della corrente elettrica, spesso sottovalutata".

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