Gli scandali nella sanità siciliana e il segreto di pulcinella
di: Redazione - del 2025-11-09

Inchieste, indagati, arresti, processi a non finire e il sistema rimane sempre uguale. Di turno, stavolta, il sistema Cuffaro. I siciliani sono stanchi. Ogni tre mesi scoppia uno scandalo nella sanità siciliana. Ormai i processi in ambito sanitario sono diventati cronici. Tante le toghe che dovranno stabilire (forse)chi ha sbagliato e chi magari non aveva nulla a che fare con gli intrallazzi. E poi, ci sono, come contorno, gli immancabili fiumi di parole e le infinite sequenze mediatiche. Tantissime le chiacchere. I politici, (non solo loro) sono grandi produttori di parole. Tutti contro tutti e i problemi? Rimango. Le vergogne in sanità non appartengono solo ad una parte politica. Basta conoscere i fatti. In Sicilia , la Regione spende poco più di 10 miliardi all’anno per l’assistenza sanitaria, e per questo motivo, è la principale industria dell’isola. È una miniera d’oro in cui in tanti si sono lanciati per raschiare, scavare e portare via a palate somme di denaro che finivano spesso nelle casse di società controllate dalla criminalità. Tutti soldi gestiti dalla politica e da quella burocrazia di potere generata dai potenti di turno. Un connubio viscido che di frequente ama fare accordi con imprenditori collusi, medici compiacenti e faccendieri. Sistemi clientelari che durano da decenni, originati anche dal periodo in cui il cuffarismo politico era dilagante. Un potere costruito durante il suo governatorato e fatto di clientele e soldi. Sistemi che hanno devastato la sanità siciliana, mortificandola nelle professioni, nella gestione finanziaria e nella qualità dei servizi. Un mix di interessi attratto dalla gestione di ospedali, da convenzioni milionarie con cliniche private, dall'assegnazione d'incarichi di responsabilità nelle strutture sanitarie e in particolare nei reparti ospedalieri che contano. Politici bravi a far chiudere ospedali strategici e a potenziarne altri per interessi di bottega.

Cuffaro, come è noto, è finito in galera per diversi anni, ma il sistema , non è andato in cella, anzi ha continuato la sua esistenza. Cuffaro in carcere? Meglio, rimane più spazio per altri furbetti della sanità. Senza l’ex governatore, la politica regionale ha continuato ad assegnare ricche convenzioni ai privati, a gestire appalti milionari e a raccomandare. Le raccomandazioni? Quelle sono come la carta igienica: non finiscono mai. Gli scandali ci sono stati anche con Crocetta e altri presidenti della Regione. Tutto questo a discapito dei cittadini siciliani che devono fare i conti con una sanità sempre più precaria e insufficiente. In Sicilia la gente muore di malasanità e la politica pensa alle poltrone e ai concorsi taroccati. Vergogna.
Quando Lucia Borsellino nel novembre 2012 venne nominata assessore regionale alla Salute, tutti auspicavano l’azzeramento del metodo Cuffaro e di sistemi simili. La figlia di Paolo Borsellino in quel periodo testimoniava la, “rivoluzione” politica che aveva propagandato Rosario Crocetta nella sua vincente campagna elettorale. Lei, dipendente della Regione, lavorava proprio all’assessorato alla Salute come dirigente del settore farmaceutico. E di assessori ne aveva conosciuti diversi, fino a quando nel 2010, uno degli allievi del papà, l’ex pm, Massimo Russo, passato alla politica con il governo Lombardo, la porta ai vertici dell’assessorato. Poi con Crocetta diventa la responsabile della Salute, «una sanità libera in Sicilia» auspicava. Ma non tutti intenderanno seguirla su questa idea. Sulla sua strada incrocia diverse persone che tenteranno di dirigere alle sue spalle nomine e incarichi, mettendola fuori gioco. Insomma , qualcuno, come al solito, cercherà di sfruttare la sua immagine per continuare a inciuciare. Lucia Borsellino, come racconterà al giornale: “ESPRESSO”, si renderà conto molto presto che la sua strada è in salita, ostacolata pure da fuoco amico. Come emergerà da intercettazioni depositate dalla procura di Palermo, diversi burocrati e medici cercano di fermarla, criticandola con frasi anche pesanti. Sentita dai magistrati, Lucia Borsellino spiegherà tante questioni sul comportamento del chirurgo Tutino, medico personale di Crocetta e su altri personaggi della sanità.
Intervistata da “Repubblica” dirà di essere stata «tradita» da Crocetta. L’etica e la morale di Lucia Borsellino non potevano più trovare posto al fianco dell’ex governatore. In un altro passaggio l’ex assessore fa riferimento al «valore morale e civico» del suo impegno, aspetti fortemente messi in discussione dagli «accadimenti che hanno aggredito la credibilità dell’istituzione sanitaria che sono stata chiamata a rappresentare e quindi, della mia persona». Stanca e delusa si dimetterà. Al suo posto arriverà Baldo Gucciardi del PD. Nelle sue dimissioni, l’assessore Borsellino che voleva risanare la sanità siciliana parlerà di «deluse aspettative» - Non sappiamo cosa avrà riferito ai magistrati. Le dimissioni di Lucia Borsellino dicono tante cose e sanno di sconfitta per tutti coloro che speravano in un cambiamento vero. Passano gli anni e Cuffaro torna potente. Perché torna? E come riesce a costruire tanto consenso in pochi anni? Forse per un semplice motivo: sa che nella sanità , nonostante le inchieste, nulla è cambiato. Il sistema è vivo e vegeto e qualcuno, forse, auspicava il suo ritorno per tornare comandare il sistema. L’inchiesta è materia giudiziaria serve attendere gli eventuali processi. E il sistema? Tornerà a funzionare con i soliti giochi di potere anche senza Cuffaro? Il rischio è alto. Gli interessi sono troppo elevati e di soliti ,gli avvoltoi, tornano sempre. Della gente che muore per una cattiva sanità? E chi se ne frega!

















