Castelvetrano, il voto “americano” che salvò la Giunta Messina, correva l'anno 1959...
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Salvatore Di Chiara - del 2025-07-01

L’anno 1959 è stato tra i più discussi della storia siciliana. Per non parlare del mese di dicembre! Tra ribellioni a difesa dei pescatori nel Canale di Sicilia, le nuove riforme da parte dell’Eni Sicilia occidentale e il ridimensionamento di alcuni consigli comunali, la situazione non era affatto semplice. Nel marasma generale, come se la passava la nostra città? Il sindaco Messina - in carica da tre anni - aveva provato a dare una scossa al territorio. Tra ordinanze, cambiamenti e qualche “intoppo” con la Regione Sicilia, Castelvetrano viveva una fase delicata. L’arrivo del Natale sembrava aver messo “momentaneamente” in soffitta i malesseri dell’opposizione. Invece, nelle ultime sedute consiliari erano sorte delle incomprensioni.

Nell’epoca dei trabocchetti e falchi tiratori, non tirava una buona aria a Palazzo Pignatelli. Si vociferava che da mesi - non pochi - il sindaco non avesse più la maggioranza. Parole campate in aria o qualcosa si muoveva in tal senso? Fu decisivo il “voto natalizio”. Mi consentano i lettori, il termine è stato coniato dal sottoscritto perchè avvenne esattamente il 20 dicembre (in via eccezionale di domenica). Le cronache del tempo scrissero: "Volti stanchi e appesantiti. Incappottati, a votare, votare e ancora votare. Solo 19 consiglieri su 30 hanno votato a favore del sindaco. Ne manca ancora un altro. La Torre Civica (attribuito alla maggioranza) ha bisogno di un ulteriore sforzo. Un nuovo torrigiano che scappi dalla sua stessa volontà".
E improvvisamente, quando tutto sembrava svanito, ecco spuntare il ventesimo consigliere. Il suo nome è Francesco Raineri. Appartenente al P.C.I., decide di appellarsi al suo personale buon senso e tradire i 7 mila che avevano votato per l’opposizione”. In una serata campale per l’attuale amministrazione, i monarchici e missini riposero nello stesso Raineri come ultima speranza per ottenere la fiducia incondizionata. Perché venne apostrofato con “voto americano?”. Il consigliere era in partenza per gli States, con tanto di valigia pronta. Chiamato all’ultimo momento, tradì il partito di appartenenza. Questo, lo definì indegno e traditore dei valori etici del comunismo.

Ecco la nota della segreteria: “Il consigliere Raineri - una volta constatato l’episodio - viene espulso con effetto immediato. Un comportamento inadeguato e scorretto nei confronti dei suoi elettori della “Badia” e delle “jssarie”. Il suo voto ha contribuito alla salvezza politica di un avversario vinto e compromesso”. Fatto storico che fu accolto a metà. C’è chi gridò allo scandalo e chi accolse favorevolmente il voto. Per gli elettori della maggioranza fu un atto giusto e doveroso, mentre dall’opposizione criticarono il consigliere.
La Giunta Messina rimase in carica. Per quanto ancora? Per un altro anno! Con alti e bassi, tra sedute rinviate, consiglieri dimissionari e assemblee sospese per mancanza di numero legale. Una storia intrisa di fatti e misfatti. Quella sera, in notturna o quasi, Castelvetrano visse una delle sue pagine politiche più intense. E se fosse accaduto il contrario? Una domanda a cui non potremo mai dare una risposta.
















