Castelvetrano Ricorda, Enzo Di Pasquale detto "Spagnoletta", un personaggio che amava la musica
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-11-11

“Era un castelvetranese puro”. Poche parole dettate dal cuore. Sono quelle con le quali Benedetto Rosolia ricorda l’amico di tante “battaglie canore” Enzo Di Pasquale. Chi era Enzo? Un personaggio controverso della nostra città. Ai molti potrebbe risultare un uomo come tanti, mentre i nostalgici degli anni Ottanta e Novanta ricordano perfettamente l’illustre castelvetranese. E allora, prima di addentrarci nelle curiosità di “Spagnoletta”, ripercorriamo le tappe più importanti della vita del nostro concittadino.

Nato nel 1945, Vincenzo amava - sin da piccolo - la musica. Si destreggiava con maestria in diversi generi, passando da una canzone degli anni Sessanta a un brano napoletano. Per lui, uomo dalle mille sfaccettature, la musica rappresentava un vero e proprio passatempo. Magari i più fortunati ebbero la possibilità di godere di una sua melodia durante l’acquisto nell’ “amata” merceria sita in via Crispi. Bastavano due note ed Enzo, senza farselo dire, iniziava a canticchiare. Insieme ai suoi amici (tra questi anche Michele Indelicato) si sbizzarrivano nei circoli o durante le feste private.
Un modo per estraniarsi dalla quotidianità e dare voce alla sua di voce. Non si poneva limiti, qualsiasi brano era un modo per sfogare - oltre alla bravura - il coraggio di non porsi limiti. Infatti, se da un lato usciva fuori il personaggio canoro, dall’altro la vita lo aveva messo di fronte a una serie di situazioni poco carine. E la musica, nelle giornate di profonda malinconia, concedeva la giusta pausa da quei lunghi silenzi di cui era vittima.

Negli anni cercò di migliorarsi. Corrono voci che avesse imparato almeno mille brani. Verità o leggenda? E con l’uscita dei primi PC iniziò, malgrado tutto, a realizzare - da autodidatta - una serie di karaoke personalizzati. Le sue scorribande furono riconosciute anche in “terra straniera”. Accompagnato da un pianista saccense, spesso si esibiva a Sciacca. Un modo per farsi conoscere altrove. È stato definito come il juke-box ambulante e vivente. Per alcuni era una vera e propria “forza della natura”. Per altri, un uomo tutto d’un pezzo. Per qualcuno uno spirito libero che regalava momenti di serenità.
Per noi castelvetranesi, un personaggio che allietava le serate dei famosi anni Ottanta e Novanta. Seppur la sua carriera fosse amatoriale, la gente ne apprezzava ritmi e volontà. Che fosse estate o inverno non contava, “Spagnoletta” era una figura ormai immancabile. Con gli anni le sue apparizioni diminuirono. Di lui, rimane e rimarrà quel senso di appartenenza alla musica. Forse, a detta di alcuni conoscenti, l’unica via d’uscita di fronte alle ingiustizie (tante) della vita. E oggi, siamo riconoscenti a un personaggio che è stato dimenticato in fretta. Uno dei tanti che ha provato a regalarci un sorriso con poche note.
















