Castelvetrano ricorda, il curioso record della banda musicale Mangiaracina
di:
Salvatore Di Chiara - del 2026-03-28

“Di sprezzo degno se stesso rende, chi pur nell’ira la donna offende”. Il pensiero di Giuseppe Verdi - insieme alla storica iniziativa della banda musicale Mangiaracina - è il vero protagonista del racconto di oggi. Ieri e oggi, una fase temporale a cui spesso diamo poca importanza. In un’epoca - appunto la nostra - dove si parla di quote rosa, la storia castelvetranese ci induce a ripercorrere fasi e vicende passate. Correvano i famosi anni Settanta. Castelvetrano, come tanti altri comuni isolani, si apprestava a seguire con molta attenzione le fasi referendarie sul divorzio. Al netto della vittoria e, a sua volta, conferma del divorzio stesso, la nostra comunità metteva al centro delle attività la donna.

Tra i primi a farlo - evento storico che nessuno può omettere - fu la banda musicale Mangiaracina. Il “Maestro”, uomo di spessore e temperamento, decise di (ri)portare in città musica e folklore. Coadiuvato dal segretario Lanuto e dal capobanda Triolo, iniziò un percorso volto a cambiare, se non stravolgere, l’importanza della banda all’interno della comunità. Insegnante presso alcuni corsi “musicali”, enti e associazioni varie in quel di Trapani, non aveva di certo dimenticato la nostra città. Difatti, le sue esperienze lavorative lo avevano indotto a cambiare casacca.
“Castelvetrano è arte, Castelvetrano è musica”. E questa, nessuno si offenda, è la pura verità. E allora, perché non intitolare la banda al grande compositore Giuseppe Verdi? Mai scelta fu più azzeccata. Le prime esibizioni misero all’opera sinfonie, marce e brani apprezzati dal pubblico di casa. In Piazza Garibaldi, affollata all’inverosimile, furono in 42 a esibirsi. Un gruppo folto, unito e coeso. Poche richieste e tanto incoraggiamento. Da quel momento prese corpo il senso di appartenenza musicale. Un percorso che negli anni avrebbe portato gli stessi a vivere esperienze importanti.

Di contro, tra critiche velate e ammonimenti alle varie amministrazioni, la gente si domandava: "Perché nessuno ci ha mai pensato? Siamo sempre dietro a tutti”. Fu lo stesso Mangiaracina a chiudere la critica (presunta) con un sibillino: “Non conta quando, ma avercela fatta. Finalmente abbiamo una banda come si deve. Adesso tutti devono iniziare a collaborare e portare avanti il progetto”. Ma in quelle giornate frenetiche fu un fatto a riscuotere i favori e l’approvazione dei castelvetranesi.
Quale? La presenza costante di un gruppo di ragazze. E ancora una volta, in soccorso della sua stessa scelta, il “Maestro” aggiunse: “Le ragazze non spiccano solo per i tratti femminili. La loro preparazione musicale è notevole. Inoltre, ho deciso di ampliare la partecipazione femminile con l’ingresso di nuove unità. Queste andranno a rafforzare la banda per renderla competitiva e duratura. Un’azione che merita seguito in tante altre attività. E nella speranza che l’amministrazione comunale ci aiuti con i contributi”.
Ancora oggi, a distanza di tanti anni, non possiamo dimenticare le gesta e la vivacità della banda musicale Mangiaracina. Rappresenta un’istituzione “vivente” consolidata. Teniamoci strette le cose belle. Sono poche, ma rendono grazia (non solo divina) a questo territorio martoriato dai tempi e dai fatti.
















