Castelvetrano ricorda, la nostra comunità fu vicina a diventare capoluogo di Provincia
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-10-20

Corsi e ricorsi storici degli anni Trenta. Correva l’anno 1932, precisamente il 6 agosto, quando giunse una vocina dalla lontana Brooklyn. Una lettera “americana” firmata dai castelvetranesi residenti in terra statunitense fu inviata al podestà di Castelvetrano Riccardo Tondi. Si era sparsa voce che la nostra città fosse stata elevata a capoluogo di provincia. Verità o voci di corridoio? Il presidente della società di M.S. (Mutuo Soccorso) Selinunte Salvatore Crimi decise di intervenire in prima persona e trovare risposta alle notizie provenienti dalla Sicilia.

Ecco uno stralcio del pensiero di quest’ultimo: “Da parecchio tempo ci giungono notizie ufficiose, idea magnifica e altamente lodevole e il voler porre la nostra città all’altezza alla quale oggi è ascesa. Per la sua grande storia nei secoli e per i condottieri più valenti, le menti più eccelse, i patrioti più ferventi, i filosofi più insigni che hanno avuto i natali nella nobile Castelvetrano, sarebbe certamente un senso di perfetta equità e una vera giustizia nominarla Capoluogo di Provincia. La sua posizione etnografica e il suo esteso nodo e grande centro ferroviario ne avvalorano maggiormente l’idea e rispondono esattamente a qualsiasi quesito”.
Nelle parole dei nostri compaesani si notava - oltre alla forte ammirazione per il lavoro svolto dal podestà - anche il lungo percorso socio-economico. Le numerose opere infrastrutturali avevano migliorato la qualità del paese. Una forte testimonianza di successo lungimirante, figlio di una crescita esponenziale. Un risultato soddisfacente rispetto ad altri comuni della provincia. Castelvetrano si candidava a città-guida dell’intera Sicilia occidentale (esclusa Palermo).

E seppur le “vocine” fossero ancora timide, qualcosa si muoveva in seno alle opportunità offerte dalla storia. E dall’America, lo stesso segretario Nick Costanza aggiunse: “L’iniziativa nella quale formalmente e con sincera devozione ci impegniamo e fatta con la previsione e l'augurio di ottenere sicuramente un felicissimo esito poichè essa ci è stata dettata dall’affetto e l’amore sconfinato che ci lega alla nostra città natia e alla Patria nostra tanto lontani. E i figli di Castelvetrano d’Oltreoceano, come nel passato, così nel presente e nel futuro, risponderanno indubbiamente sempre ad ogni appello, specialmente allorquando occorrerà operare, lottare e financo sacrificarsi pel bene, la prosperità e la grandezza della propria Patria e del proprio paese!”.
Il salto di qualità tanto desiderato non fu mai completato. Riccardo Tondi terminò l’incarico di amministratore della città nel dicembre dello stesso anno. Un sogno toccato con mano e mai realizzato come tanti che hanno accomunato la nostra città nel tempo. Gli obiettivi mancati? Sogni di mezza estate? O forse, carenze di ogni tipo e genere. E chissà se un giorno riusciremo a realizzarli.
















