Castelvetrano ricorda, lo scontro epico tra il sindaco Messina e l’onorevole Corrao
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-09-23

(ph. foto tratte da facebook)
“Politici e politicanti, omini e ominicchi”. È la sintesi perfetta di una storia, quella politica, che ha visto spesso trionfare il male. Il racconto castelvetranese è stato ricco di periodi buoni e altri meno positivi. Gli anni Cinquanta, specialmente la seconda metà, sono stati protagonisti di fatti e misfatti. Grida (ancora) allo scandalo quel mese di ottobre del 1959. Cos’accadde nello specifico? Castelvetrano viveva una fase politica “elettrizzante”. L’avvocato Luciano Messina - in carica da quasi tre anni - alla luce di una città spesso emarginata dalle istituzioni regionali (e nazionali), cercava di far prevalere il buonsenso. Partito per Palermo alla ricerca di nuovi finanziamenti che dessero smalto al nostro territorio, dovette ritornare con una profonda delusione. Speranze vanificate sul
nascere.

Convocato dall’assessore Ludovico Corrao presso gli uffici dell’LL.PP., il sindaco castelvetranese non venne mai fatto ricevere. I motivi erano riconducibili a “improvvisi” impegni occorsi al deputato, mentre secondo il Messina fu tutto premeditato. Andiamo con ordine. Al di là dell’attesa snervante, l’incontro fu (successivamente) dirottato presso l’Ufficio del Gabinetto. Le cronache del tempo scrissero così: “analoga sorte è accaduta al Commissario straordinario di Marsala Giacalone. Questo, senza nulla togliere alla mancata tempestività, non dà adito alle polemiche”. Così non fu! Una mancanza di rispetto (secondo il primo cittadino castelvetranese) da spedire al mittente.
Ritornato in città, fu convocata una conferenza stampa (nel vero senso della parola). Quest’ultimo fece valere le ragioni di un’intera comunità che, al cospetto dei mancati finanziamenti, era stata completamente abbandonata. Venne alzato un polverone che invase l’intero Palazzo Pignatelli. “Un sindaco che difese ampiamente Castelvetrano!”. In cuor suo sperava che gli animi in seno al Consiglio Comunale mettessero da parte i malesseri delle ultime settimane. Un atto d’amore verso una comunità - la nostra - che andasse oltre i colori politici. La forte personalità di Corrao, la presenza di tanti partiti e la mancata coesione portarono a uno scontro frontale tra la maggioranza (quasi spaccata) e l’opposizione.

Anche la stampa locale attaccò fortemente l’operato del sindaco. Per molti rappresentava un escamotage per distogliere la mente dai problemi presenti, altri invitarono i consiglieri a
prendere una posizione a favore dello stesso Messina. Le cronache del tempo criticavano l’operato ultimo di un’amministrazione che non aveva dato seguito ai primi due anni di grandi cambiamenti. Cosa bolliva in pentola? I liberali e socialisti chiedevano un rimpasto da “grande ammucchiata”, altri prospettavano le dimissioni. E il sindaco? Difese a spada tratta il suo programma e, nonostante una politica (anche interna al partito) distante, aveva dalla sua buona parte dei castelvetranesi.
In un periodo dove i social non esistevano, gli attestati di stima non mancavano. Perché attaccare un uomo che ha difeso il territorio? Perché criticare aspramente una politica “del fare” contro ambiti (regionali e nazionali) che spesso voltavano le spalle alla nostra comunità? In città si respirava un’aria di rassegnazione, ma nonostante tutto, l’avvocato ci mise la faccia sia a Palermo che a Roma. Un capitolo della storia castelvetranese che ha lasciato scorie non indifferenti.
















