Castelvetrano Ricorda, maggio 1987 quando il Lions Club fece la voce grossa
di:
Salvatore Di Chiara - del 2026-01-14

(ph. castelvetranese doc profilo facebook)
“È curpa di lu sinnacu”. “Li irvazzi tinti unni li levanu mai!”. “Li strati su tutti lordi!”. Quante volte ci siamo appellati al nostro “cattivo senso” per ottenere qualcosa? È sbagliato. I corsi e ricorsi storici ci riportano indietro nel tempo. Siamo nel 1987, precisamente nel mese di maggio. La città viveva una fase amministrativa di stallo, in odor di cambiamento. E questo (non poco) influiva negativamente nei servizi. Il Lions Club di Castelvetrano - una delle associazioni storiche del paese - iniziò una campagna di sensibilizzazione.

Era un giorno come tanti altri. Di sudore, fatica, la classica quotidianità. E invece, tra lo stupore generale e qualche sorriso (poco compiaciuto), la città fu invasa da decine e decine di manifesti. Scuole, edifici culturali e circoli ricreativi furono tappezzati di locandine propagandistiche. “Mantieni pulita la tua città”, “Salva la tua città”, “Ama la tua città”, furono i rituali per un cambiamento imminente. Oltre ai disservizi correnti (colpa da attribuire all’amministrazione del tempo), la misera partecipazione dei castelvetranesi imponeva lunghe e giuste riflessioni. Il senso dell’iniziativa era la promozione “personale” e “comunitaria” di una città, appunto la nostra, con gravi mancanze identitarie. Attribuire le colpe ad altri era un fenomeno comune a tutti e questo alla lunga, aveva allontanato il cittadino dai suoi doveri. L’ingente numero di sacchetti gettati a “destra e manca” era una consuetudine di tanti. Un fatto spiacevole, inviso dai turisti. In un periodo dove la raccolta differenziata non esisteva, i cassonetti pieni destavano perplessità. Da un lato l’inefficienza degli enti, mentre dall’altro, l’incapacità di sopperire alla mancanza del servizio. A questo, senza ombra di dubbio, si aggiungeva lo scarso igiene dei marciapiedi e delle strade. Erano “abbellite” - in senso negativo - con erbacce e odori sgradevoli. La presa di posizione del Lions creò abbastanza scompigli. Rappresentava un monito per tutti, dal primo cittadino fino all’ultimo (in ordine alfabetico) dei castelvetranesi.
Perché non provare a cambiare le sorti del territorio? Un concetto espresso tante volte e mai portato a termine. Tagliare un pò di erbetta spontanea, evitare di lanciare cartacce e mozziconi di sigarette - compreso sacchi pieni di rifiuti - era il giusto esempio da seguire per una crescita esponenziale. Il Lions (non smetto di citarlo) ebbe l’onere e l’onore di metterci la faccia. Andare a fondo del problema e risolverlo, senza perdere tempo. “Tutti, ma proprio tutti, sono tenuti a dare un qualcosa in più. È giusto, nei limiti consentiti, di mantenere e ottenere, ove ancora non lo fosse, il decoro”. E ancora: “Castelvetrano è la città di tutti, non appartiene solo ed esclusivamente a una categoria nello specifico”. “Abbiamo il diritto di protestare, lamentarci e il dovere di comportarci da cittadini esemplari”.
A distanza di 39 anni (quasi), il territorio è migliorato? Quali obiettivi sono stati ottenuti e quanti devono essere ancora raggiunti? Rimane impresso il gesto dell’associazione. E forse, con un pizzico di nostalgia, ne avremmo bisogno di tanti altri.

















