Castelvetrano Ricorda: "Quando Pietro Bucalossi finanziò l’ospedale di Castelvetrano"
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-11-25

(ph. pagina facebook bucalossi)
12 gennaio 1975 - 24 novembre 2025. Sono passati 50 anni dalla storica visita del Ministro dei Lavori Pubblici Pietro Bucalossi. Cinquant’anni che hanno visto sorgere, crescere, invecchiare e morire il nostro ospedale. Correva il lontano 12 gennaio 1975 quando, tra speranze e attese, l’allora ministro mise piede in Sicilia. L’obiettivo dichiarato fu uno e solamente uno. Quale? Valutare il possibile completamento dell’ Ospedale Civico Vittorio Emanuele di Castelvetrano.

Da più parti erano sormontate le proteste. Il popolo belicino, unito alle associazioni pro-ospedale e ai sindaci dei comuni, avevano preparato un dossier dettagliato per ricevere l’ingente finanziamento. Una lotta fatta di grande impegno, portata avanti da molto tempo. Finalmente, chiamato in causa, il governo
italiano mosse i primi passi. E così fu. Il ministro, accompagnato dal sottosegretario alle Partecipazioni Statali Aristide Gunnella, fece visita ai paesi terremotati.
Fatto capolinea nell’epicentro del sisma del ‘68, la situazione pessima in cui gravavano parte degli sfollati (nonostante fossero passati ben sette anni) fu la base per delineare il progetto. Pochi giorni che rimasero scolpiti nella mente di Bucalossi. Quanto fu determinante la permanenza belicina? Ex sindaco di Milano nel triennio 64-67, era un grande conoscitore dei temi legati alla Sanità. Laureato in Medicina e Chimica presso l’Università di Pisa. Tra le figure più importanti nel campo dell’odontoiatria, ebbe come allievo un certo Umberto Veronesi. Colpito negativamente dall’entroterra siciliano, fece ritorno a Roma.

In pochi giorni preparò una relazione per evidenziare le forti criticità, i mancati servizi di prima necessità e la convinzione che l’adeguamento dell’ospedale fosse il primo passo da compiere. Passati appena cinque giorni dalla visita, il segretario provinciale del P.R.I. dott. Antonio Barbera ricevette un telegramma dallo stesso ministro. Comunicava l’approvazione, in sede di bilancio, di un finanziamento che elevava la cifra di 845 milioni delle vecchie lire in tre miliardi e 790 milioni. Una spesa importante, tra le più ingenti del periodo. Lo stesso segretario provinciale si soffermò sulle parole del ministro.
Quest’ultimo, preso atto di una situazione difficile, in una regione piena zeppa di problemi, aveva il dovere morale e istituzionale di adempiere alla sua mansione. La Sicilia, e nello specifico le province colpite dal terremoto, dovevano essere coperte da una struttura all’avanguardia e pronta a qualsiasi evenienza. Un dato di fatto, a dimostrazione che - seppur in pochi casi - alle parole seguirono subito i fatti. Un’iniziativa lodevole, volta all’affermazione del diritto alle cure sanitarie.
Il percorso storico del nostro ospedale è stato tortuoso. Fatti storici e sociali ne hanno contrassegnato la sua esistenza e oggi, tra carenze e chiusure di reparti, rimane ben poco di quel che fu. Ma questa è… un’altra storia.
















