Castelvetrano Ricorda, Riccardo Tondi, il sindaco amato dai castelvetranesi
di:
Salvatore Di Chiara - del 2025-11-23

(ph. ph. Enzo Napoli)
“Ho assunto la carica di Podestà del vostro paese il 1° di luglio del 1929 - dopo 42 mesi, aderendo a replicate mie istanze, il Governo ha acconsentito ad avvicinarmi a Roma - base della mia famiglia, dei miei interessi e dei miei affetti - e mi ha dato altra destinazione”. Con queste parole colme di affetto e sentimento, Riccardo Tondi si congedava il 31 dicembre del 1932 dalla nostra città. Prima di entrare nel merito del suo operato nel nostro territorio, è giusto e doveroso fare degli appunti. La descrizione di un personaggio - al di là del periodo storico di riferimento - sottolinea il rapporto e contributo dato alla città stessa. Dietro alla descrizione dei fatti, non si cela nessuna appartenenza o ideologia definita.

Fatte le giuste premesse, entriamo “dentro” gli eventi accaduti. Chiamato in causa dal governo centrale, lo stesso Tondi mise a disposizione la sua preparazione e vocazione di buon amministratore. In un periodo di profondo cambiamento, Castelvetrano crebbe sotto certi punti di vista. Tondi seppe rinnovare e trovare - nella cittadinanza - un punto d’appoggio per portare a termine le riforme e ben 55 opere. In un elenco lungo, meritano menzione le più importanti. Opere che videro un duro lavoro di progettazione e programmazione. Mesi nei quali il rapporto diretto con i castelvetranesi divenne un caposaldo, forse, e aggiungo (personalmente) forse, mai avuto nel corso della storia (solo il prefetto Li Gotti godette di una stima altrettanto importante). Sono tanti gli episodi nei quali lo stesso podestà affermò gli apprezzamenti ricevuti. In un intervento aggiunse: ”Mi sono affezionato a tutti voi che avete mostrato di apprezzare l’opera mia, spesa tutta infaticabilmente per un paese che non era il mio - così come appunto mi sono affezionato anche a quanto ho potuto fare e a molte altre cose che volevo compiere”.
Di quali opere si tratta? Come scritto precedentemente, delle 55 portate a termine, diamo atto alle più valorose. Tra queste, l’erezione in Piazza Vittorio Emanuele del Monumento ai Caduti in guerra - pagato con denaro raccolto dallo stesso Tondi grazie alle donazioni dei cittadini castelvetranesi e gli emigrati in America. A proposito di perdite d’acqua (problema ancora oggi presente): dalla fontanella sita nella stessa piazza sgorgava acqua in abbondanza che allagava la suddetta e la via Castelfidardo. Fu rimosso lo sconcio e ripristinato il danno. Fu restaurata la Chiesa di S. Francesco di Paola per la rimozione dei puntelli che deturpavano l’edificio. Venne ampliato a giardino l’intero Parco delle Rimembranze. Venne ricostruito per intero, o quasi, il “Calvario”. Nel parco venne eretta la piramide centrale e coronata con croce luminosa. Venne ricostruita l’intera via Savonarola, ormai convertita a dirupo, con tanto di muraglione. Parte del centro storico e limitrofi venne circondato di marciapiedi. Fu restaurato il Palazzo Comunale, con rifacimento del portone principale e costruzione di una sala per i ricevimenti. Collocazione di diverse lapidi all’ingresso degli edifici più importanti della città. Rivalutazione del Teatro Selinus - con costruzione in marmo delle scale interne e sostituzione delle ringhiere. Nuova fornitura di orinatoi decorosi e igienici. Ricostruzione del Cimitero dei poveri (era una fossa immonda). Castelvetrano divenne il primo paese in Sicilia ad avere un carro funebre automobile. Vennero soppressi i vecchi carrettoni. Furono costruiti i colombari per dare una degna sepoltura ai cari delle famiglie meno abbienti. Tutte le opere furono portate a compimento senza aumentare di un centesimo le imposte comunali. Nelle ricorrenze patriottiche furono aiutate le famiglie bisognose con sussidi di vari importi. Funzionamento di cucine “gratuite” per le famiglie dei disoccupati. Un esempio seguito da altri paesi della provincia. La costruzione delle case/abitazioni per i ferrovieri. La nascita di una stazione antimalarica. Venne consolidato il campanile della Chiesa del Carmine. E poi, dopo numerosi progetti, venne approvata la costruzione di un nuovo acquedotto. Inoltre, nonostante le ingenti spese sostenute, il bilancio comunale era sempre in avanzo, con la possibilità di sostenere ulteriori opere infrastrutturali.

Nelle ultime parole dedicate alla cittadinanza disse: “Continuerò a essere spiritualmente con voi - perché ciascuno di voi - per una vita che a tutti auguro lunghissima e felice, riguardando a tante e tante opere compiute, alcune delle quali sfideranno i secoli, dovranno necessariamente associare a quelle opere il modesto nome dell’autore, il mio”. E infine: “Chiunque mi succederà sarà più intelligente, più abile, più esperto di me - e non ci vuole molto. Vi auguro che egli vi serva con lo stesso spirito d’iniziativa - con lo stesso affetto con cui vi ho servito io”.
Non ci sono altre parole per descrivere al meglio il lavoro (di amministratore) di quest’uomo. La gente, la sua gente, sino all’ultimo momento crebbe nella possibilità che potesse rimanere al timone della nostra città. Ricevette numerose lettere di ringraziamento. La sua figura ha scritto una pagina storica (al netto del periodo) importante. Di amore e rispetto per il popolo castelvetranese. E basta così.
















